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Il caso

Sassari, ladri nella chiesetta di San Gavino a Bancali: rubati soldi, attrezzature e doni

di Nadia Cossu
Sassari, ladri nella chiesetta di San Gavino a Bancali: rubati soldi, attrezzature e doni

È il quinto furto. Il parroco: «Gesto scellerato ma ci rialzeremo»

09 febbraio 2024
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Sassari Hanno spaccato un vetro di una finestra sul retro e sono entrati nella chiesetta da dove hanno portato via i pochi soldi racimolati con sacrificio, oggetti personali del parroco e attrezzi da lavoro. È il bottino dell’ennesimo furto commesso mercoledì ai danni della parrocchia di San Gavino che negli ultimi anni è stata meta ambita di ladri senza scrupoli.

Il parroco don Antonio Serra puntualizza con enfasi: «Ciò che fa più male è l’ennesima violazione della parrocchia in generale e della canonica in particolare. Più che il furto in sè, che comunque arreca un danno gravissimo alla nostra povera comunità parrocchiale, ferisce la violenza subìta...».

Immeritatamente, è il caso di dire. Perché se c’è una parrocchia che resiste alle difficoltà fisiologiche che derivano dall’essere una piccola realtà, è proprio quella di San Gavino. E se c’è un sacerdote che da anni, ogni giorno, si impegna per rendere la comunità partecipe di belle iniziative, un sacerdote che – tanto per fare un esempio – si è prodigato in modo esemplare per rimettere in piedi l’oratorio (crollato qualche anno fa) trasformandolo in un moderno ed efficiente punto di incontro per i parrocchiani, è proprio don Antonio Serra.

Nel 2020 la chiesa di San Gavino aveva subìto il furto del prezioso crocifisso ligneo che, come tanti altri oggetti, era stato ottenuto con grande sacrificio: «Goccia dopo goccia – aveva detto all’epoca il giovane sacerdote – i fedeli della parrocchia hanno dotato la chiesa di tutto ciò che è necessario per la celebrazione liturgica e ora si vedono privati, da chissà quale vandalo, della croce per la celebrazione eucaristica». Lo aveva definito un gesto «che squalifica non solo chi lo ha compiuto, ma impoverisce una piccola parrocchia di borgata già di suo carente di strumenti e possibilità».

Ora un’altra incursione. La quinta, per la precisione. Il tutto mentre la comunità si prepara a festeggiare, nel 2025, un compleanno importante: i 70 anni dalla sua nascita. «In parrocchia – spiega a proposito don Antonio – si sta vivendo con grande trepidazione l’attesa di questo importante anniversario. L’impegno per celebrarlo nel migliore dei modi è tanto e di molti. E questo gesto scellerato di qualche disgraziato non ci distoglierà da continuare a fare il bene e a tenere le porte sempre aperte per chiunque abbia bisogno». A maggior ragione, aggiunge il sacerdote, «in questo tempo di Quaresima che è un tempo proficuo per aiutare chi è in difficoltà».

Un atteggiamento di condanna, è ovvio, ma allo stesso tempo sempre orientato verso il sostegno ai più bisognosi. «Certo della solidarietà di tanti che ci vogliono bene – conclude il parroco – sono sicuro che ci rimetteremo in piedi anche questa volta».

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