La Nuova Sardegna

Sassari

L’addio

L’Anglona in lutto per la scomparsa di Salvatore Patatu

di Letizia Villa
L’Anglona in lutto per la scomparsa di Salvatore Patatu

Era uno dei custodi delle tradizioni scritte e orali del territorio

18 febbraio 2024
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Chiaramonti L’Anglona è in lutto per la scomparsa all’età di 82 anni di Salvatore Patatu, uno dei grandi custodi delle tradizioni scritte e orali del territorio. 

La notizia della sua morte, avvenuta nel primo pomeriggio di sabato a Sassari, città dove si era trasferito da tempo,  ha destato grande commozione tra tutti coloro che hanno avuto il privilegio di averlo conosciuto e, in particolare, a Chiaramonti dove era nato il 3 maggio 1941 e dove continuano a vivere il fratello Carlo e le sorelle e continuava a tornare per ogni occasione, mantenendo con il paese natio e i compaesani un legame speciale che è stato anche fonte di ispirazione per molti dei suoi racconti.

Quarto di sei figli, Salvatore Patatu ha trascorso l’infanzia a Chiaramonti. Dopo la licenzia media, ha frequentato l’Istituto magistrale “Margherita di Castelvì” a Sassari e nel 1971 si è laureato con il massimo dei voti in Lingue e Letterature straniere all’Università degli Studi di Pisa. È stato docente di Materie letterarie e lingua e letteratura francese alle medie inferiori e superiori, studioso di filologia ed esperto di Glottologia all’Università di Sassari. È stato sindaco del Comune di Chiaramonti nel quinquennio 1975/80 e consigliere comunale dal 1980 al 1985. Operatore cinematografico e collaboratore di emittenti e giornali, nel 2001 ha tenuto in tv un ciclo di lezioni di grammatica di lingua sarda che ha continuato a divulgare nelle scuole. Lascia un grande patrimonio in limba volto a preservare l’eredità del racconto orale che non disdegnava mai di riproporre con le sue doti di affabulatore.

Con la pubblicazione dei racconti “Contos de s’antigu casteddu” nel 1980, può essere considerato il primo scrittore in prosa sarda. Seguono “Buglia Bugliende...”, “Su trau de Funtana Noa”, le “Fabulas imberritadas” e “Pro no esser comunista mezus sorighe”. In “Boghes e caras antigas de su Mulinu ‘e su ‘Entu” ha dato una sorta di affresco del paese natio sospeso tra reale e immaginario, con tutti i personaggi che vissero un tempo e per qualche loro caratteristica degni di essere ricordati. Il suo fumetto «Festa de Pantàsimas» è stato oggetto di una tesi di laurea in lingua tedesca. E poi “Confini insuperabili. Viaggio di un sognatore” e “Semplicemente Enrico. Berlinguer e il compagno Patatù”. Un viaggio terreno intenso, riservato a pochi, il suo che resterà nelle pagine e nei ricordi di tanti.

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