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Tribunale

Spari in giardino, sputi e fotografie: a Sassari un padre a giudizio per stalking

di Nadia Cossu
Spari in giardino, sputi e fotografie: a Sassari un padre a giudizio per stalking

Un 73enne di Ossi è accusato di atti persecutori contro il figlio e la nuora che lo hanno denunciato ai carabinieri

22 aprile 2024
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Sassari Non c’erano “soltanto” le persecuzioni verbali, come bestemmie e imprechi, ma anche gesti, azioni, comportamenti che oramai avevano reso impossibile la vita a una coppia, marito e moglie di 44 e 46 anni. Anche perché andavano avanti da anni.

Il protagonista di tutto questo non è un perfetto sconosciuto ma un padre (e suocero). Tanto esasperante che a un certo punto suo figlio e sua nuora sono stati costretti a sporgere una denuncia ai carabinieri di Ossi per stalking e lui, un 73enne, è finito davanti al giudice Paolo Bulla chiamato a rispondere del reato di atti persecutori.

Numerosi e persino pericolosi i comportamenti del pensionato se si considera che in un’occasione avrebbe anche sparato all’interno del giardino di casa della coppia. Nei suoi confronti era stato anche disposta la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati. Il punto era proprio questo: padre e figlio abitavano nella stessa palazzina, in piani diversi.

Nel capo di imputazione sono elencate una per una le condotte persecutorie, cominciate dieci anni fa contro il 44enne e la 46enne. L’imputato si sarebbe “introdotto illecitamente nella loro proprietà”, scriveva il pubblico ministero. Avrebbe anche “ostacolato l’esercizio di lavori edili nella loro abitazione” e, fregandosene della privacy, avrebbe persino “aperto le alette delle persiane per guardare all’interno dell’appartamento”.

Vere e proprie molestie con le quali era diventato impossibile convivere. E infatti marito e moglie erano perennemente in ansia e impauriti, anche perché avevano un bambino da tutelare. Il disprezzo del 73enne andava anche oltre: quando gli capitava di incontrarli “sputava verso di loro” e, altra cosa particolarmente fastidiosa, li avrebbe “fotografati di continuo”. Ancora, avrebbe “danneggiato” le loro auto posteggiate sotto casa e “buttato nella loro proprietà immondizia, briciole e altro ancora”. E avrebbe anche in alcune occasioni portato via la frutta dagli alberi del loro giardino. Alcune di queste azioni sarebbero state anche riprese da una telecamera della videosorveglianza installata in casa.

A conclusione delle indagini, nel 2020, il gip aveva disposto il giudizio immediato nei confronti dell’uomo, difeso dagli avvocati Paolo Spano e Marco Piras. Mentre il figlio e la nuora si sono costituiti parti civili con gli avvocati Stefano Porcu e Luigi Polano. Nell’udienza in programma ieri mattina davanti al giudice Paolo Bulla era prevista la discussione del pubblico ministero Ilaria Achenza ma è stata rinviata a luglio. In quella data potrebbero discutere anche le parti civili e i difensori. A seguire camera di consiglio e sentenza.

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