La Nuova Sardegna

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Tribunale

Sassari, in fuga dall’ex violento: il racconto choc della vittima

di Nadia Cossu
Sassari, in fuga dall’ex violento: il racconto choc della vittima

I due si erano conosciuti sui social, l’uomo accusato anche di abusi sessuali

24 aprile 2024
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Sassari La voce a tratti spezzata dall’emozione nel rivivere il terrore provato durante la relazione con quell’uomo che aveva conosciuto attraverso i social e che le era sembrato “una persona perbene”. E che oggi invece è sotto processo per lesioni, atti persecutori e violenza sessuale. Dopo i primi contatti virtuali i due avevano deciso di conoscersi anche di persona e di vedersi. Ed era nata una relazione. Ma ben presto la donna si è resa conto che qualcosa non andava in lui: «Tanto per cominciare ho scoperto che mi aveva mentito sull’età, aveva nove anni in meno rispetto a quelli che sapevo io». E proprio allora lei – che ieri è stata sentita come persona offesa davanti al collegio presieduto dal giudice Giancosimo Mura (a latere Monia Adami e Sara Pelicci) – ha pensato che fosse giusto chiudere quella storia.

La sua decisione, però, non sarebbe stata gradita dal giovane (originario della Baronia) che da quel momento in poi ha cominciato a perseguitarla e minacciarla, fino all’episodio più grave tra quelli contestati dalla Procura: la violenza sessuale. E quando il pubblico ministero Angelo Beccu, ieri, ha chiesto alla persona offesa di raccontare ciò che aveva subìto, il presidente del collegio ha ordinato che il processo proseguisse a porte chiuse. Per tutelare la privacy della vittima. Prima di allora il racconto di un incubo: «Mi seguiva, sapeva dove andavo, che locali frequentavo. Un giorno aveva bevuto, mi ha costretto a salire in auto con lui, poi mi sono resa conto che la situazione stava diventando pericolosa e ho provato a scappare dall’auto in corsa. Lui è riuscito ad acchiapparmi e mi ha colpito in tutti i modi, pugni, schiaffi. Me la ha date di santa ragione. Ma ha dovuto inchiodare, eravamo davanti a un rifornitore e qualcuno ha sentito le mie urla. Sono riuscita a scappare e ho chiamato la polizia».

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