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Palazzetto di Sassari, due imprese interessate all’ampliamento: scadenza rinviata di una settimana

di Giovanni Bua
Sassari i lavori di ampliamento al palazzetto Palaserradimigni
Sassari i lavori di ampliamento al palazzetto Palaserradimigni

Il bando è andato a vuoto a luglio e settembre 2023 per problemi legati ai costi in continuo aumento e ai tempi strettissimi di lavorazione

30 aprile 2024
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Sassari Due richieste di rinvio, arrivate via pec sabato sera, inviate da due imprese di livello nazionale. Si apre uno spiraglio di speranza per lo sfortunato bando di ampliamento del Palaserradimigni. Un appalto integrato di progettazione esecutiva e realizzazione opere da 7 milioni che, pur avendo attirato l’attenzione di alcuni big nazionali, non aveva registrato nemmeno un’offerta nè nella procedura del 23 luglio né in quella del 7 settembre, con il Comune che alla fine aveva deciso di stoppare l’intervento in attesa di qualche significativo cambiamento.

Alla fine il bando è stato riproposto, e ieri, martedì 30, arrivava l’attesa scadenza. Scadenza rinviata di una settimana, con Palazzo Ducale che ha accolto immediatamente la richiesta delle due aziende, nella speranza che il loro interesse si concretizzi in un’offerta.

La strada resta strettissima. Rispetto ai due bandi andati a vuoto ci sono state alcune modifiche. In particolare sulla rimodulazione degli importi, con attribuzione di differenti classi per le categorie delle lavorazioni delle “componenti strutturali in acciaio”, degli “edifici civili ed industriali” e degli “impianti tecnologici”. Poi l’adeguamento degli elenchi prezzi al prezzario per le opere pubbliche approvato dalla Regione il 27 luglio 2023. E ancora l’inserimento di maggiori oneri di smontaggio della struttura esistente e montaggio della nuova struttura, derivanti da rimodulazione di alcune lavorazioni. E infine la riduzione delle opere previste negli appalti riconducibili a forniture. Il tutto vista «la palese e urgente necessità di modificare l’impostazione progettuale dei due stralci».

Da capire se le limature dell’amministrazione saranno sufficienti a rendere attraente un appalto che mai lo è stato. Nato già male nella precedente consiliatura, snobbato, con tanto di protesta ufficiale, dai costruttori che denunciavano (con il senno di poi a ragione) una sottostima del costo dell’acciaio. Proseguito con una interdittiva antimafia arrivata nell’estate del 2021 per l’impresa costruttrice, e un laborioso passaggio di consegne da parte del consorzio Stabile Integra vincitrice dell’appalto. Rifinanziato per ben due volte da parte della Regione, prima con 6 milioni arrivati ai tempi del fu assessore Frongia, e poi con successivi 3 milioni stanziati a dicembre 2022 con la legge Omnibus. Risorse che portano l’investimento sul Palazzetto alla mostruosa cifra di 13 milioni.

I lavori dovrebbero portare la capienza del PalaSerradimigni a circa 6mila posti grazie alla creazione di un terzo anello nelle tribune A, B e C con l’innalzamento della struttura e una nuova copertura autonoma che poggerà sulle sei torri in fase di ultimazione. Ad agevolare la buona riuscita dell’appalto la pessima notizia della mancata qualificazione della Dinamo ai playoff, che allunga in tempi disponibili per le lavorazioni che comunque restano serratissimi.

Una volta assegnato il bando integrato, avrebbero a disposizione 30 giorni per la progettazione esecutiva e 365 giorni per l’esecuzione, con l’incubo di dover scoperchiare la struttura nella pausa estiva del campionato di basket e il tassativo obbligo di chiudere tutto prima della ripresa a settembre, pena l’emigrazione della Dinamo in continente (nell’Isola non esiste una struttura omologata per ospitare la serie A). Un rischio che per ora nessuno è stato disposto a prendersi. E che ben spiega perché la settimana chiesta di rinvio sia stata immediatamente concessa.

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