La Nuova Sardegna

Sassari

Mobilità sostenibile

Fondi europei per i trasporti, a Sassari arrivano le briciole

di Davide Pinna
Fondi europei per i trasporti, a Sassari arrivano le briciole

Delibera da 40 milioni della giunta regionale, ma la maggior parte dei fondi andrà a Cagliari

15 maggio 2024
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Sassari Quaranta milioni di euro per promuovere la mobilità sostenibile e abbattere l’inquinamento. La Regione li spalmerà in tutta l’isola, con Cagliari che farà la parte del leone. A Sassari, però, arriveranno solo le briciole. Lo confermano le tabelle contenute nella delibera del 30 aprile approvata dalla giunta di Alessandra Todde, su proposta dell’assessore alla Programmazione Marco Meloni e dell’assessora ai Trasporti Barbara Manca.

I 40 milioni sono quelli previsti nel piano regionale per i Fondi europei di sviluppo regionale 2021-2027. Dentro ci sono i 4 milioni per completare il centro intermodale di Oristano, 5 milioni per i nodi di scambio fra la metro di Cagliari e i centri della città metropolitana, ancora 650mila euro per il nodo di scambio intermodale di Palau e mezzo milione per quello di Porto Vesme.

La maggior parte dei fondi sarà destinata all’azienda regionale Arst e, fra questi, il finanziamento più consistente servirà per l’acquisto di tre motrici che dovranno entrare in funzione sulla nuova linea di metropolitana leggera di Cagliari. Si tratta della Linea 3, quella che da piazza Repubblica arriverà alla stazione ferroviaria di piazza Matteotti, per cui i lavori sono in corso e non si concluderanno prima del 2025. Meglio, però, agire con anticipo, perché le tra costruzione e collaudo, la fornitura di queste locomotive può impiegare anni.

Un discorso che si potrebbe applicare anche alla metrotranvia di Sassari, gestita anch’essa dall’Arst, ma di risorse per la città e il suo territorio, in quel documento, non c’è quasi traccia, fatta eccezione per qualche contributo all’Atp.

«La delibera contiene allo stesso tempo buone e cattive notizie – è il commento del segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu, interpellato dalla Nuova -. La buona è che la Regione vuole proseguire sul percorso avviato ai tempi della giunta di Renato Soru che favorisce gli autobus ibridi e elettrici e soprattutto i trasporti su sede propria, ovvero ferrovia e metrotranvia».

E la cattiva? «Non lo dico per fare polemica, voglio soltanto sollevare l’attenzione sul problema – spiega Boeddu -: non è positivo il fatto che l’investimento sui tre nuovi convogli metrotranviari riguardi soltanto l’area vasta di Cagliari».

Il segretario della Cgil Trasporti sottolinea come i quattro tram presenti nella città di Sassari, sono insufficienti e vetusti: «Peraltro, uno a rotazione è sempre fermo per le manutenzioni programmate. Il primo convoglio è stato costruito nel 2002 gli ulteriori tre nel 2004 e sono entrati in esercizio esattamente il 27 ottobre del 2006, ovvero 20 anni fa».

Boeddu fa riferimento poi all’avvio dei lavori per il secondo lotto di Sirio, da Santa Maria di Pisa a Sant’Orsola: «I lavori dovrebbero cominciare a breve, per quello sarebbe auspicabile che, fin da ora, la Regione pensasse all’acquisto di nuovi convogli anche per la città di Sassari».

Anche se il cantiere non è nemmeno partito: «Bisogna farlo il prima possibile. Fra bandi di gara, aggiudicazione e messa in opera dei convogli da parte delle aziende costruttrici trascorrono alcuni anni. E visto che ci sono le risorse del Pnrr e della programmazione europea, si potrebbe intervenire fin da ora».

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