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L’evento

Sassari, mille bikers in giacca e papillon per sconfiggere il tumore alla prostata

di Nadia Cossu
Sassari, mille bikers in giacca e papillon per sconfiggere il tumore alla prostata

Numeri record per l’ottava edizione del Dgr (Distinguished Gentleman’s ride). Corteo di motociclisti in abiti eleganti per difendere la salute dell’uomo, poi cibo e buona musica nel parco di via Venezia

19 maggio 2024
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Sassari Eleganza. Nell’abbigliamento ma soprattutto nell’animo. Stile alla guida, un’infinità di sorrisi da elargire e un obiettivo lodevole da raggiungere: aiutare la ricerca contro il tumore alla prostata.

Tutelare la salute dell’uomo, dunque, fisica ma anche psichica organizzando un evento straordinario (che si svolge in contemporanea in tutto il mondo) per raccogliere fondi da destinare all’associazione no profit Movember. Sponsor ufficiale: la Triumph.

E allora sotto un cielo limpido, in sella alle moto tirate a lucido, ieri, domenica 19 maggio, a Sassari circa mille bikers hanno indossato camicia, gilet, papillon, bretelle e si sono radunati in piazzale Segni per l’avvio della “parata”. Un corteo di gentiluomini e gentildonne provenienti da tutta la Sardegna ma anche dalla penisola e persino da alcuni paesi d’Europa per partecipare all’ottava edizione sassarese del Dgr (Distinguished Gentleman’s ride). I numeri registrati danno la dimensione di cosa ormai è diventata questa manifestazione sia in termini di partecipanti che di donazioni.

Già nel 2023 Sassari era stata la prima città italiana per numero di piloti e terza (dietro solo a Milano e Roma) tra quaranta città per generosità. Quest’anno bisogna attendere ancora i dati ufficiali ma si parla di cifre molto più alte. Il podio, c’è da scommetterci, è garantito.

Casco, occhiali da sole, rombo di motori e alle 11.30 circa la partenza dal Quadrato con destinazione i sinuosi e suggestivi tornanti di Scala di Giocca. Sulle moto stile retrò uomini, donne e anche bambini che, seduti dietro in sella, con l’emozione sul volto stringevano forte i propri padri. Quindi il passaggio a Ossi e a Tissi tra gli applausi e i saluti di chi ammirava e riprendeva con gli smartphone il corteo chilometrico, in piazza o da bordo strada e qualcuno anche dalle finestre di casa. Infine il rientro a Sassari sfilando in via Amendola, viale Italia, via dei Mille, emiciclo Garibaldi, piazza d’Italia e via Roma. Fino a raggiungere la tappa conclusiva nel parco di via Venezia dove gli organizzatori hanno allestito stand enogastronomici e spettacoli musicali.

Una due giorni che Olindo Massarelli (chirurgo), Giovanni Ledda (commerciante) e Gianluca Pilo (agronomo) hanno studiato per mesi nel dettaglio. Impegnati a trovare la location adatta, a contrattare con gli amministratori comunali, a dare la massima disponibilità alla polizia locale che ha garantito sicurezza e contribuito a far sì che non si creassero troppi disagi al traffico dei veicoli e alla viabilità in generale. È filato tutto liscio ieri, da veri gentlemen avevano promesso una giornata indimenticabile e la parola è stata mantenuta.

Motociclisti eleganti e gentili: testimonial ideali per una campagna di sensibilizzazione per la raccolta fondi per una patologia tanto grave, quanto specifica e non meno letale del tumore al seno. «Gli uomini – spiegano gli organizzatori – muoiono in media 6 anni prima delle donne per cause spesso legate al cancro della prostata. Il numero di quelli che attualmente soffrono di questa patologia sta crescendo e in quest’era altamente competitiva e convulsa si è aggiunto anche il fenomeno del suicidio che rappresenta una vera e propria piaga, definita addirittura “epidemia silenziosa” per gli alti numeri raggiunti». Pertanto la raccolta fondi collegata all’evento, negli ultimi anni, è stata estesa anche alla prevenzione dei suicidi tra la popolazione maschile.

«Tutto questo per sottolineare il lato benefico che sostiene e muove il Dgr e che lo ha portato, di anno in anno, a diventare un evento di dimensioni planetarie organizzato in tutte le città del mondo che hanno voluto aderire». Sassari è una di queste.

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