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Casteldoria, invalido si porta la vasca da bagno alle terme: bagni “fai da te” in attesa che lo stabilimento riapra

di Giulio Favini
Casteldoria, invalido si porta la vasca da bagno alle terme: bagni “fai da te” in attesa che lo stabilimento riapra

La vicenda di un uomo di Badesi: «Non ho altri sistemi per curarmi, rischio di finire in carrozzina»

13 giugno 2024
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Santa Maria Coghinas  Una vasca da bagno termale “fai da te” per curarsi in attesa che le terme vere, quelle di Casteldoria chiuse ormai da diverso tempo, riprendano a funzionare: è la trovata di un uomo di 65 anni, affetto da una patologia invalidante che non avendo altra possibilità ha deciso di arrangiarsi per conto suo.

L’uomo, G.M., residente a Badesi, da alcuni mesi a questa parte si reca nell’area termale portando a bordo della sua auto una vasca da bagno. Una volta arrivato la scarica, quindi la riempie con l’acqua termale sulfurea che sgorga spontaneamente e si immerge per sfruttarne i benefici. «Faccio così ormai da circa quattro mesi – racconta – per curare un problema legato alle ossa, e in particolare a un piede».

Una scelta obbligata, nel suo racconto, dovuta al fatto che lo stabilimento termale di Casteldoria, unico in Sardegna per le sue caratteristiche, è chiuso da oltre un anno. Ma le terme sono fondamentali per curare la sua patologia e non veder peggiorare drasticamente le condizioni di salute: «Senza questo tipo di trattamento – racconta l’uomo – rischierei di finire in carrozzina. In teoria potrei anche recarmi a Sardara per sottopormi a questo tipo di trattamento, del quale tra l’altro potrei usufruire gratuitamente, però le mie condizioni di salute non lo consentono: si tratta infatti di una distanza molto lunga da percorrere in auto e purtroppo non sono in grado di affrontare questo tipo di spostamenti».

Sul perché abbia deciso di escogitare il metodo della vasca, l’uomo dice: «Inizialmente ho pensato di immergermi nel fiume poi mi sono reso conto che sarebbe stato molto pericoloso: alcune volte il fiume era troppo profondo, altre invece avevo paura che la diga posta a monte del fiume potesse scaricare acqua improvvisamente. Infine c'è anche un fattore igienico, dato che l'acqua del fiume è contaminata da diversi fattori, per esempio gli escrementi degli animali».

«Naturalmente – conclude – poiché l'acqua termale che io attingo dai bocchettoni e dai tubi che trovo sul posto sgorga ad altissime temperature, per non rimanere ustionato utilizzo dei bidoni di acqua corrente per abbassare la temperatura».

Una situazione limite, la sua, che mette ancora di più in evidenza il caso di uno stabilimento che da anni arranca alla ricerca di un rilancio definitivo. La precedente gestione si è conclusa malissimo, con alcune cause pendenti in tribunale tra la Provincia e la società, e lo stabile abbandonato rischia anche di essere preda dei vandali tanto che, dopo i primi furti la Provincia ha avviato una guardiania 24 ore su 24, mentre il Comune ha affidato ai barracelli l’incarico di sorvegliare la situazione.

«Sono mortificato che un cittadino di questo territorio si trovi in una situazione simile – commenta il sindaco di Santa Maria Coghinas, Pietro Carbini –. Abbiamo presentato diverse istanze alla Provincia, stiamo aspettando le risposte. Abbiamo intenzione di prendere in gestione lo stabilimento, anche se va chiarito che i tempi per la riapertura non sarebbero immediati in quanto l'edificio ha necessità di interventi strutturali e di riqualificazione». La Provincia, da parte sua, sta stringendo i tempi e presto verrà nominata una commissione esterna che abbia le competenze tecniche adatte per poter predisporre il prima possibile una procedura di evidenza pubblica per arrivare ad assegnare la gestione dello stabilimento.

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