La Sassari turistica: «Ai visitatori dobbiamo offrire una città con più servizi»
Gli operatori chiedono maggiori siti aperti e fanno il punto a una settimana dalla festa dei Candelieri
Sassari «In piena estate, a una settimana dalla festa più importante di Sassari, non possiamo permetterci di far trovare la città chiusa e disorganizzata». Pietro Lai, ristoratore che di recente si è trasferito da via Torre Tonda sotto i Portici Crispo, dove ha aperto un angolo di “street food”, lunedì mattina, tra una pizzetta e una focaccia, ha raccolto le lamentele di chi cercava in centro informazioni e siti aperti da visitare, ma ha scoperto che il primo giorno della settimana conviene stare lontani da Sassari.
«Il Museo Sanna era chiuso – spiega il ristoratore – e l’ufficio informazioni di piazza d’Italia ugualmente. Non è vero che a Sassari i turisti non vengono – aggiunge – però dobbiamo fare tutti uno sforzo per accoglierli al meglio e per farlo bisogna magari anche rinunciare alla chiusura settimanale, almeno in questo periodo. Per non parlare di alcuni siti chiusi ormai da anni – conclude – come le rovine del castello, che sarebbero un’attrazione che porterebbe nel centro della città tantissime persone».
Ed effettivamente, basta fare un giro sin dal mattino presto, tra la cattedrale di San Nicola e la Fontana di Rosello, passando per le principali piazze cittadine, per rendersi conto che non sono poi così pochi i turisti che scelgono la città per qualche giorno o soggiornano magari nelle località di mare delle provincia e decidono di passare una giornata alla scoperta di Sassari.
«In questo periodo, che è quello in cui lavoriamo di più, registriamo la presenza di molti turisti che arrivano da quasi tutta Europa – spiega alla reception dell’hotel Vittorio Emanuele Matteo Fruianu – provengono da Francia, Spagna, Germania e Olanda e da tutte le regioni d’Italia. Per i giorni dei Candelieri e di Ferragosto – aggiunge – registreremo come sempre il picco delle presenze. Chi soggiorna qui da noi è felice di stare nel centro della città – conclude – i nostri clienti solitamente apprezzano molto la parte antica di Sassari e il cibo tipico locale».
Due ospiti dell’albergo, attesi fuori da un taxi, confermano le parole del responsabile dell’accoglienza dell’hotel. «Il nostro soggiorno a Sassari è stato fantastico – raccontano con il sorriso due turisti residenti a Dublino, lei irlandese e lui brasiliano – siamo stati colpiti dalla bellezza della vostra città, dalla meraviglia delle spiagge che abbiamo visitato, da un clima fantastico e dalla gentilezza delle persone, tutti sono stati con noi molti carini e gentili, torneremo sicuramente».
Chi è tornata dopo aver assistito alla discesa dei candelieri lo scorso anno, rimanendo estasiata dalla festa, è Lina Berrio, turista colombiana residente in Messico. A metà mattina, dopo aver ricevuto il depliant con tutte le informazioni sul programma della Faradda all’infopoint di piazza d’Italia, fa l’elenco delle località che l’hanno lasciata a bocca aperta.
«Lo scorso anno – spiega la turista – ho avuto la fortuna di aver visitato Sassari in occasione di “Monumenti Aperti”, potendo ammirare le bellezze del museo Sanna, del palazzo della provincia e di tanti altri siti. Fuori da Sassari – aggiunge – mi hanno colpito molto i nuraghi e posti come Alghero, Castelsardo e Santa Teresa, ma la festa dei candelieri mi ha colpito in modo particolare e per questo sono voluta tornare anche quest’anno».
Poco prima di pranzo, su una panchina davanti alla cattedrale di San Nicola, un gruppo di turisti spagnoli sta spulciando una guida di Sassari alla ricerca dei siti di maggiore interesse. «Siamo in vacanza a Castelsardo – raccontano, cercando di avere qualche dritta per scoprire gli angoli nascosti della città vecchia – e abbiamo rinunciato a un giorno di mare per visitare Sassari. Il Duomo ci è piaciuto – salutano – ora ci incamminiamo per vedere il resto del centro storico».
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