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Impianti sportivi

Palazzetto di Sassari, i lavori di ampliamento al via a settembre

di Giovanni Bua
Sassari il rendering del progetto sui lavori in corso del Palaserradimigni
Sassari il rendering del progetto sui lavori in corso del Palaserradimigni

Capienza a 6mila posti col terzo anello: lo “scoperchiamento” la prossima estate

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Sassari Consegna dei lavori a metà settembre, interventi più impattanti rinviati alla pausa estiva del campionato e chiusura del cantiere entro l’autunno del 2026.

È il cronoprogramma ufficiale per il restyling del PalaSerradimigni, fissato dalla giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Mascia con l’approvazione del primo e del secondo stralcio dell’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere di completamento. «Poco più di un anno per mettere fine a un’odissea che ha attraversato due interi mandati amministrativi e offrire alla città una casa dello sport adeguata agli standard di comfort e di sicurezza più evoluti, ma coerente anche all’ambizione di ospitare manifestazioni di altissimo livello nazionale e internazionale», affermano il sindaco Mascia e l’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Sanna.

L’istruttoria L’istruttoria era stata avviata a novembre dal responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Francesco Canu, ed è terminata il 6 febbraio con l’avvio della verifica del progetto esecutivo. Il 11 luglio la commissione ha completato il suo lavoro. Il progetto definitivo era stato approvato nel luglio 2023, mentre a gennaio 2024 la giunta aveva preso atto delle modifiche e integrazioni, seguite dall’aggiudicazione definitiva dell’appalto e dalla firma del contratto con il consorzio Conpat Scarl, il 25 settembre 2024. Due mesi dopo, Conpat e l’impresa esecutrice, la romana Imperial, avevano ottenuto una proroga per la consegna della progettazione esecutiva. Il Comune ha ritenuto valide le motivazioni, orientate a migliorare il risultato finale.

Tecnologie La revisione ha riguardato in particolare l’ottimizzazione delle tecnologie per la demolizione e la ricostruzione della copertura, oltre alla ridefinizione delle sezioni e dei componenti in acciaio, mantenendo però l’estetica e la funzionalità del progetto. È stato inoltre autorizzato il rifacimento della pavimentazione del campo da gioco, con l’inserimento di un sistema di riscaldamento radiante finanziato tramite i ribassi d’asta. Il consorzio Conpat si era aggiudicato l’appalto da 9 milioni grazie a un ribasso del 18% sui lavori, del 50% sugli onorari e alla riduzione i tempi di esecuzione da 365 a 255 giorni.

L’iter L’iter, tra i più lunghi e complessi degli ultimi decenni, arriva finalmente a una svolta dopo due bandi andati deserti e un investimento complessivo che sfiora i 13 milioni. Il primo lotto ha già permesso di rimettere a norma una struttura realizzata nei primi anni ’80, visibilmente segnata dal tempo. Ora inizia la parte più complessa, che prevede l’aumento della capienza a 6mila posti, la costruzione del terzo anello delle tribune A, B e C, l’innalzamento dell’impianto e la realizzazione della nuova copertura, che poggerà su sei torri in fase di ultimazione.

Scoperchiato I lavori più invasivi – scoperchiamento, nuova copertura e rifacimento del campo – sono previsti per l’estate 2026, durante la pausa del campionato. «Diamo gambe a un progetto di ristrutturazione atteso dalla città da moltissimi anni», sottolinea l’assessore Sanna. «Il ribasso rispetto alla base d’asta ci consente di disporre delle economie necessarie per realizzare opere che ampliano l’intervento originariamente previsto. Ma quel che conta è che, grazie alla riduzione del 25% dei tempi di realizzazione dell’opera, entro il 2026 contiamo di disporre di una moderna struttura da restituire al basket, ma anche al volley, al judo, al karate, alla ginnastica e a tutte le altre discipline che storicamente hanno avuto casa al PalaSerradimigni».

Visione Per il sindaco Mascia il progetto si inserisce in una visione più ampia: «Da qui riparte un complessivo ripensamento di tutta quest’area, la cui vocazione quasi naturale è quella di ospitare la “cittadella dello sport”, con tanto di servizi e di attività connesse a questo scopo». Ma l’obiettivo si estende anche oltre il palazzetto: «In tema di strutture per lo sport occorre ampliare il ragionamento a tutta la città, dentro e fuori le mura, perché tutti i quartieri attendono di disporre degli impianti necessari per un’adeguata attività sociale ed educativa», aggiunge Mascia.

«A Sassari non esistono solo il calcio e il basket, che pure sono importanti anche sul piano sociale, culturale e promozionale, ma ci sono molte discipline che attendono di avere una casa adeguata all’impegno, alla passione, agli iscritti e ai risultati di prestigio conseguiti negli anni».

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