Rubinetti a secco e cisterne vuote, la denuncia: «In via Roma senz’acqua da 27 giorni»
Crisi idrica nella parte alta della città, fra pressione insufficiente e interruzioni notturne senza preavviso
Sassari «Da 27 giorni siamo senz’acqua, è una situazione terribile». La calma di Maria Giovanna Augias, titolare della profumeria Papillon in via Roma e residente, pochi metri più in là, al quinto piano della palazzina al civico 136, mentre racconta le privazioni e le difficoltà di un mese con i rubinetti a secco, è invidiabile.
Come tutti i residenti della zona da sempre convive con autoclavi e cisterne, ma nell’ultimo mese qualcosa è cambiato: «Non arriva più nemmeno un filo d’acqua, la cisterna non riesce a riempirsi e siamo completamente all’asciutto. Devo portarmi su le bottiglie, la tanica per riempire la vasca del wc. Sa cosa vuol dire tornare a casa dopo una giornata di lavoro, alle 22, e non potersi nemmeno lavare le mani?». Un’esperienza da incubo, tanto che Maria Giovanna Augias e il marito le hanno provate tutte: «Abbiamo rifatto integralmente le tubature del palazzo, insieme ad altri condomini, pensando che ci fossero delle ostruzioni. L’idraulico ha fatto tutto il possibile. Eppure l’acqua continua a non arrivare. A questo punto non può che essere un problema di Abbanoa, che non dà abbastanza pressione perché l’acqua arrivi al quinto piano. Ma ogni tentativo di risolvere il problema con loro è fallito».
L’appello della commerciante si rivolge alle istituzioni: «Comune e Regione che fanno? Sono loro che devono intervenire e costringere l’azienda a fare qualcosa, altrimenti che le tolgano la concessione. Anche perché l’acqua la paghiamo comunque, cara come il vino». Quella della signora Augias è una situazione estrema, ma basta farsi un giro nella parte alta di via Roma per capire che è tutt’altro che isolata. L’esasperazione dei commercianti è palpabile: da giorni si è fermata l’erogazione notturna e le cisterne condominiali e delle attività, sotto stress anche a causa della poca pressione, si svuotano nel giro di poche ore e, con i rubinetti a secco durante la notte, non riescono a riempirsi.
Paolo Manca, titolare del ristorante pizzeria L’Asfodelo, arriva direttamente dalla pescheria. «Acqua? Spero ce ne sia nella cisterna. Ancora non ho controllato» dice. Un pensiero con cui deve fare i conti ogni mattina: «Da un mese circa siamo così: l’acqua manca tutta la notte, il che vuol dire che possiamo lavorare solo finché non finisce la cisterna. E la mattina dobbiamo aspettare che si riempia. Per un ristorante, lavorare in queste condizioni è impossibile».
E figurarsi per un bar, viene da pensare parlando con Fabio Loriga del Caffè 800. Il copione è lo stesso: «Siamo in questa situazione insostenibile da almeno una decina di giorni. Niente acqua la notte e la cisterna resta a secco: bisogna aspettare alla mattina per riempirla. Questo vuol dire che fino alle 8 non possiamo fare caffè». Problema mica da poco. Mercoledì è andata anche peggio: «L’acqua è tornata alle 8, poi alle 9 l’hanno staccata e siamo rimasti tutto il giorno senza».
