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Sassari

Il caso

Raccolta rifiuti porta a porta, scontro fra il Comune e i residenti di quattro palazzine a Luna e Sole

di Davide Pinna
Raccolta rifiuti porta a porta, scontro fra il Comune e i residenti di quattro palazzine a Luna e Sole

Braccio di ferro sui bidoni condominiali, per il Comune ci sono gli spazi per custodirli, per gli abitanti no. Ricorso al Tar contro la decisione di rimuovere i cassonetti dalla strada e non fornire i mastelli individuali

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Sassari Bidoni condominiali, mastelli individuali o cassonetti in strada? Saranno i giudici del Tribunale amministrativo di Cagliari a dirimere la controversia sulla raccolta dei rifiuti sorta fra Palazzo Ducale, da un lato, e i residenti e l’amministrazione condominiale di tre palazzine di via Lelio Basso e una di via De Gasperi, dall’altro.

La contesa L’oggetto della contesa riguarda l’avvio del servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta. Secondo il Comune, le palazzine hanno gli spazi necessari ad ospitare i bidoni condominiali “carrellati”, cioè quei grandi bidoni dotati di ruote che vengono custoditi all’interno del palazzo e portati fuori in corrispondenza dei passaggi dei camion della raccolta rifiuti. Secondo i residenti e l’amministrazione condominiale, quegli spazi non ci sono.

Così è nato il braccio di ferro: i residenti hanno chiesto all’amministrazione la consegna dei mastelli per la differenziata ad ogni singolo appartamento, ma il settore Ambiente ha risposto picche, spiegando di aver “accertato la presenza di spazi sufficienti” per i bidoni. Un rifiuto contro il quale gli abitanti hanno deciso di presentare un ricorso al Tar, difesi dall’avvocato Pierpaolo Pintore.

I giudici amministrativi, che hanno respinto l’istanza di sospensione del provvedimento, esamineranno il ricorso in camera di consiglio giovedì 4 settembre. Il Comune, dal canto suo, ha deciso di resistere in giudizio e far valere le sue ragioni, affidandosi ai legali dell’avvocatura civica.

Senza cassonetti Fino a qualche settimana fa, i residenti di via Basso utilizzavano i cassonetti intelligenti, che possono essere aperti solo con la tessera. Tra fine giugno e inizio luglio, però, sono stati rimossi, dato che via Basso è stata inserita fra quelle dove estendere gradualmente il porta a porta. «Parliamo di circa 100 famiglie che usufruivano dell’isola ecologica intelligente: ora siamo costretti a girovagare per la città alla ricerca di cassonetti dove conferire i rifiuti» racconta un residente delle palazzine.

La situazione è diventata un vero e proprio braccio di ferro, con i condòmini che hanno chiesto al settore Ambiente di piazzare nuovamente i cassonetti o, in alternativa, consegnare i mastelli singoli. Richiesta respinta dai tecnici, che ribadiscono che gli spazi adatti a ospitare i “carrellati” ci sono. E in effetti, le aree idonee a ospitare i bidoni condominiali ci sarebbero anche. Ma i ricorrenti spiegano che quegli spazi non appartengono ai condomìni, ma ai singoli proprietari o all’impresa costruttrice del complesso. E che gli unici spazi comuni sono o passi carrabili o troppo in pendenza per ospitare i bidoni.

I residenti citano quindi il regolamento comunale, che afferma che in mancanza di spazi idonei nelle aree comuni gli uffici del settore Ambiente devono valutare caso per caso soluzioni alternative, dopo un sopralluogo. I tecnici di Palazzo Ducale replicano invece che il sopralluogo è stato fatto e che gli spazi ci sono.

Cinghiali A complicare una situazione già parecchio intricata, ci pensa il problema cinghiali. Alla vigilia di Ferragosto, gli animali hanno assaltato i “carrellati” utilizzati dalle attività del quartiere. Per i residenti, la dimostrazione che i bidoni non sono una soluzione praticabile. Per gli uffici, come scritto in una nota inviata ai residenti, il motivo per cui non è possibile ricorrere ai mastelli individuali.

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