Città Metropolitana di Sassari, no di FdI e Lega al “listone” unico
L’accordo tra Campo Largo e centrodestra era a un passo dalla chiusura, si tratta a oltranza
Sassari Il “modello Gallura”, che ha portato Settimo Nizzi a comporre una lista unitaria tra centrodestra e centrosinistra che sostiene la sua elezione a presidente della Provincia, è sul tavolo delle trattative da settimane. Con le macchine ormai a pieno regime in vista della corsa elettorale del 29 settembre, quando si andrà al voto per le sei Province e le due Città Metropolitane di Cagliari e Sassari.
Ma l’accordo che sembrava ormai a un passo rischia di saltare per aria all’ultimo metro. Contrarie al “listone” nel quale dividere tra centrosinistra e centrodestra i quattordici consiglieri metropolitani (che verranno eletti dai sindaci e dai consiglieri dei 66 Comuni, con voto ponderato con peso proporzionale alla popolazione), si sono levate infatti le voci di Fratelli d’Italia e Lega, che hanno ribadito di non avere nessuna intenzione di chiudere il patto.
Patto che, con alterne fortune (il semaforo rosso è già scattato a Oristano e Nuoro) si è cercato di chiudere in tutti i centri dell’isola. E che a Sassari sembrava ormai siglato e deciso nei dettagli: nove posti per il centrosinistra, con 4 al Partito Democratico, 2 ad Avs, uno a Orizzonte Comune e uno ai centristi, indispensabile per mettere in sicurezza gli equilibri della giunta algherese. E poi 5 al centrodestra. Con il passo indietro di Sassari, che si sarebbe accontentata della super rappresentanza offerta dal sindaco metropolitano Giuseppe Mascia. E l’impegno a dare il massimo peso alla rappresentanza territoriale, da garantire ai piccoli comuni fortemente penalizzati dal voto ponderato.
Tutto perfetto, con il via libera (non scontato) arrivato prima dalla eterogenea coalizione del campo largo e allargatosi a Forza Italia (tra i protagonisti delle trattative Piero Maieli), il Psd’Az di Antonio Moro, i Riformatori di Aldo Salaris, i Civici di Sassari guidati da Nicola Lucchi. Più tiepida Sardegna al Centro di Antonello Peru, che ha consultato i “suoi” amministratori e, pur non chiudendo a una soluzione unitaria, non ha escluso di presentare una sua lista.
A mettersi di traverso Fratelli d’Italia della coordinatrice provinciale Barbara Polo e la Lega di Michele Pais. Una chiusura che i partiti di Meloni e Salvini stanno riproponendo in tutta l’isola, e che sembra lasciare poco spazio di manovra per ricucire. Il tempo stringe.
L’appuntamento elettorale è per il 29 settembre, ma le liste devono essere presentate tra le 8 dell’8 e le 12 del 9 settembre. Se non si registreranno passi avanti a scendere in campo ufficialmente nelle prossime ore potrebbe essere il futuro sindaco metropolitano Giuseppe Mascia, con un appello pubblico all’unità del territorio, peraltro più volte ribadito nei suoi interventi. Ma il primo cittadino di Sassari per ora cerca di tenersi lontano dal dibattito che infuria all’interno del centrodestra, ancor più caldo di questi torridi giorni di fine agosto.
Difficile comunque immaginare che, se FdI e Lega rimarranno fermi nella loro posizione, la coalizione di centrodestra si spacchi. Più probabile che si arrivi alla presentazione di una lista per ogni schieramento (ma nel centrodestra potrebbero essere di più) e si vada alla conta, che a quel punto potrebbe diventare “senza prigionieri”, con il campo largo, che governa a Sassari, Alghero, Porto Torres, per citare i centri maggiori, che parte decisamente avvantaggiato dal voto ponderato.
Arrivare alla resa dei conti però non è nell’interesse di nessuno, men che mai di Mascia che si appresta a governare per la prima volta una macchina complessa come la Città Metropolitana, con i suoi sconfinati confini e complessi problemi, per affrontare i quali l’alleanza con i territori (che saranno comunque rappresentati anche nella Conferenza Metropolitana, di fatto un’assemblea dei sindaci) è fondamentale soprattutto nella fase di rodaggio, con le bandiere che andranno riposte nei cassetti in nome di vertenze comuni da portare a casa.
