Maria, a 100 anni prepara ancora il minestrone e si occupa della sorella 96enne
Sassari, alla festa con i nipoti e il sindaco Giuseppe Mascia rivela il suo elisir di lunga vita: «Mangio bene e bevo un bicchiere di birra al giorno»
Sassari A cento anni compiuti continua - con la stessa dolcezza di una vita intera - ad accudire la sorella più piccola Maria Antonia, che di anni ne ha 96 e da qualche tempo non sta troppo bene. È il gesto quotidiano, semplice e straordinario insieme, che racconta - meglio di qualsiasi parola - chi sia Maria Muresu: una donna che ha attraversato un secolo, restando sempre al fianco della sua famiglia. E che due giorni fa ha festeggiato questo traguardo, circondata dall’affetto dei suoi cari e dall’omaggio del sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia.
Il suo segreto? «Mangio molto bene, solo cibi freschi, mai congelati comprati ogni giorno al mercato, e bevo un bicchiere di birra al giorno» racconta con un sorriso Maria, aggiungendo un tocco di leggerezza a una vita piena di dedizione.
Sesta di sette fratelli - due maschi e cinque femmine - Maria nasce a Ossi l’8 settembre del 1925. Lì vive la giovinezza, lavorando come maglierista insieme alle sorelle. A 52 anni si trasferisce a Sassari per seguire il fratello, don Filippo Muresu, all’epoca parroco di San Sisto. Da allora la sua vita è un intreccio di dedizione alla famiglia, viaggi e cura dei nipoti, pronipoti e trisnipoti, che ancora oggi la considerano un pilastro insostituibile e che lunedì sera le hanno preparato una serata speciale, tutta per lei.
Lucida e sorprendentemente attiva, ogni giorno Maria prepara per la sorella malata il flan di latte, il suo dolce preferito, e ogni settimana cucina con le sue mani il minestrone per i nipoti, mantenendo vivo quel filo familiare che unisce tre generazioni. «Grazie a Dio, sono arrivata a 100 anni in salute e senza mai ammalarmi» racconta Maria, che non si è mai fermata, lavorando da giovane in bottega e poi dedicandosi prima ai parenti anziani e ora ai nipoti. La longevità, del resto, è di casa nei Muresu: una delle sorelle ha raggiunto i 102 anni.
Durante la festa, il sindaco Mascia si è intrattenuto con lei a lungo: «Io ho 50 anni – le ha detto sorridendo il primo cittadino – e spero di arrivare così, in forma come lei, alla sua età». Poi le ha consegnato una antica stampa del castello di Sassari, demolito nell’Ottocento, lo stesso dono che il primo cittadino riserva ogni anno ai Gremi: un attestato di appartenenza e di memoria collettiva, simbolo del legame con la comunità sassarese. Quello di Maria non è stato soltanto un compleanno, ma la celebrazione di una vita che ha attraversato guerre, sacrifici e cambiamenti, senza mai spegnere la luce della dedizione e dell’amore. «A cento anni Maria non è soltanto la memoria della nostra famiglia numerosa - raccontano i nipoti – ma la nostra colonna portante, la forza che tiene uniti».
La sua storia racconta il valore della cura e dell’attenzione quotidiana, fatta di gesti semplici che diventano straordinari: un minestrone preparato con pazienza per i nipoti che l’adorano, un dolce cucinato con amore tutti i giorni e una parola gentile che scalda il cuore di una sorella più piccola, che ora non sta bene.
E se le si chiede il segreto di tanta energia, lei sorride: «Mangio bene e bevo un bicchiere di birra fresca al giorno». Forse è davvero questo l’elisir di lunga vita di Maria Muresu: prendersi cura degli altri senza dimenticare di concedersi ogni giorno un piccolo brindisi alla vita.
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