Sassari, scontro per il campo dell’ex Brigata: Sacra Famiglia pronta al ricorso
La gestione è andata alla Marzio Lepri. Il Comune: «Bando regolare e mai contestato»
Sassari Una società che festeggia per avere “vinto” il campo nel quale è nata nel 2016, diventando una delle più importanti realtà calcistiche cittadine. Un’altra che protesta con vigore, perché quel campo, che ha avuto in comodato d’uso dal 1989 dal Comune, ha dovuto bruscamente lasciare.
Nel mezzo un complesso sportivo, quello dell’ex Fondazione Brigata Sassari in viale Adua, che è rinato, dopo un intervento atteso per anni e portato a termine grazie agli accordi sottoscritti tra Comune di Sassari ed Ersu nel 2017. E di cui il Comune ha messo, come dovuto, a bando la gestione. Bando vinto dalla Marzio Lepri Torres, giovane società arrivata in pochi anni a oltre 200 iscritti, con squadre che vanno dai micro micro ai “grandi” in terza categoria. Con i cancelli che però si sono chiusi per una società storica cittadina, la “Sacra Famiglia”, impegnata dal 1989 nel promuovere attività sportive e sociali sul territorio di Sassari.
Un cambio traumatico, «Visto che – tuona il presidente Daniele Deiana – i nostri bambini mercoledì corso hanno trovato i cancelli chiusi, senza preavviso e con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza del contratto». Centosessanta iscritti che, per ora, si sono divisi in vari campi e campetti cittadini (i più grandi sono finiti addirittura a Tissi, con evidenti disagi per una squadra sostanzialmente “di quartiere”) facendo infuriare i genitori, che l’altro ieri sera si sono confrontati con la società in una calda riunione nel Salone Parrocchiale della Sacra Famiglia.
In realtà il bando prevede che la Marzio Lepri lasci a disposizione molti “slot” per varie società cittadine. «Ma quelli che ci ha offerto – ha spiegato Deiana – sono in orari totalmente non congrui con la nostra attività». E comunque: «Contestiamo il risultato del bando – ha continuato Deiana – e, una volta avuto accesso agli atti, siamo pronti a ricorrere alla giustizia amministrativa. A nostro avviso troppa importanza è stata data al numero degli iscritti e delle squadre, tralasciando completamente il ruolo “sociale” di una realtà come la nostra, dove il 30% dei bambini non pagano nulla. Dove si è preferito investire su progetti educativi piuttosto che sulla prima squadra. In un posto che, per 34 anni, la Sacra Famiglia ha tenuto vivo e rigenerato. Fornendo i progetti grazie al quale sono avvenuti gli ultimi lavori, presentandone nei mesi scorsi di nuovi che sono stati ignorati».
Attendendo l’annunciato ricorso c’è sicuramente da risolvere il problema di trovare uno spazio adeguato ai piccoli atleti. «Ci sarebbero soluzioni possibili – ha detto Deiana – su cui stiamo lavorando. Per alcune, come ad esempio il campo del Canopoleno, sarebbe importante l’intervento del Comune, parte del Cda».
Comune che accetta l’invito a cercare soluzioni, ma rimanda seccamente al mittente i rilievi relativi al bando: «L'impianto sportivo di viale Adua - sottolinea l’assessora allo Sport, Nicoletta Puggioni – è tornato nella gestione diretta del Comune dal 2022, quando l'allora amministrazione decise di non rinnovare alcuna convenzione per la gestione da parte delle società sportive, accordando ad alcune di loro l'utilizzo in determinate fasce orarie. È un gioiello che consegnano finalmente alla città. Dopo il profondo restyling, che ne fa un impianto totalmente diverso rispetto al passato, la sua gestione non poteva che essere affidata attraverso procedure a evidenza pubblica, trasparenti e orientate a mettere il bene a disposizione di quante più persone possibile. Il bando predisposto dagli uffici risponde a due criteri essenziali: premiare le società che disputano più campionati, soprattutto a livello giovanile, e privilegiare chi garantiva più ore per l'utilizzo da parte di altre realtà. Nessuno ha contestato il bando e hanno partecipato quattro società, compresa la Sacra Famiglia, quindi le polemiche le respingiamo al mittente. Resta il nostro impegno per implementare la disponibilità di impianti per le tante società cittadine».
