La Nuova Sardegna

Sassari

Il racconto

La storia di Stefano Buscarinu: il re dei tappi che ricostruisce con amore i candelieri

di Mauro Tedde
La storia di Stefano Buscarinu: il re dei tappi che ricostruisce con amore i candelieri

L’artista realizza piccole sculture col fil di ferro

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Nulvi La magia dei tappi e dei candelieri: l’arte che incanta il paese. Da piccoli tappi di spumante a tabernacoli monumentali: Stefano Buscarinu trasforma la tradizione in spettacolo. C’è un’arte che nasce da materiali improbabili: tappi, capsule, gabbiette metalliche e involucri di alluminio di bottiglie di spumante.

In questi giorni festivi, Stefano Buscarinu, 45 anni, artista-artigiano e falegname, ha trasformato questi oggetti comuni in piccole sculture sorprendenti: velieri che sembrano pronti a salpare, bronzetti nuragici minuziosi, robot futuristici e persino star della musica, tutti catturati dai social e diventati virali in poche ore. Ma la creatività di Stefano non si ferma ai minuscoli tappi. La sua falegnameria è un laboratorio di meraviglie: scale che sembrano sculture, ringhiere che dialogano con gli spazi e mobili su misura che coniugano funzionalità ed estetica.

E quando prende i pennelli, Stefano realizza i suoi “quadri cangianti”, tele rotanti che cambiano forma e colore a seconda dell’angolo di osservazione e dell’umore dello spettatore. C’è poi Shardana, la bicicletta interamente in legno di frassino, costruita con scarti della falegnameria: un’opera di ingegno e pazienza che fonde arte e tecnologia manuale. Ma è nel mondo dei candelieri di Nulvi che la sua maestria raggiunge l’apice.

Insieme al collega e amico Gianni Puggioni, Stefano ha realizzato nel 2005 i tre tabernacoli monumentali che ogni 14 agosto sfilano nella festa de Sa Essida, la vigilia dell’Assunta. Quest’anno, dopo vent’anni di utilizzo e i primi segni di usura, i due artisti sono stati incaricati di ricostruirli ex novo, con un lavoro di precisione e ricerca storica senza precedenti. Grazie agli studi del Gremio de Sos Messajos e dello storico Gian Gavino Fois, Stefano e Gianni stanno riscoprendo l’ordine originale dei trenta santi venerati nelle nicchie dei tre candelieri e il significato simbolico delle figure e dei dettagli che decorano i tabernacoli.

Ogni piedistallo ligneo, i poderosi sos fusos, è realizzato con legni pregiati e scolpito con un’attenzione al dettaglio che lo trasforma in un’opera d’arte autonoma. Lo studio della volta della chiesa dell’Assunta ha consentito di guadagnare 30 centimetri in altezza, promettendo candelieri ancora più maestosi e spettacolari per le future edizioni della festa. «Lavorare sui candelieri è come dialogare con la storia del paese – racconta Stefano Buscarinu – ogni dettaglio, ogni nicchia, ogni santo ha un significato preciso. È un’opera che unisce fede, tradizione e arte contemporanea. Così, il prossimo 14 agosto i nulvesi potranno ammirare i tre nuovi tabernacoli, maestosi, storici e incredibilmente vivi, protagonisti di una tradizione ultrasecolare che qui non conosce confini tra passato e futuro». 

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