La Nuova Sardegna

Sassari

Il fatto

Madre e figlia aggredite da 3 pitbull a Sassari: «Il problema non sono i cani, ma chi li gestisce»

di Luca Fiori
Madre e figlia aggredite da 3 pitbull a Sassari: «Il problema non sono i cani, ma chi li gestisce»

Sul caso delle due donne che hanno visto la morte in faccia intervengono le guardie zoofile: «La responsabilità è sempre dell’uomo»

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Sassari «Il problema non sono i cani, ma chi li gestisce senza regole», spiega Manuel Chessa, guardia zoofila Aeopc di Sassari ed esperto cinofilo, commentando l’aggressione avvenuta qualche giorno fa nella frazione di Ottava a Sassari, dove due donne e i loro cagnolini sono stati attaccati da tre pitbull lasciati liberi sulla strada.

Secondo la denuncia alla polizia locale, i cani erano privi di guinzaglio e museruola, senza alcun proprietario presente. I meticci delle donne sono rimasti gravemente feriti e trasportati in clinica veterinaria, mentre le due donne hanno riportato ferite agli arti superiori. Sul posto sono intervenute due pattuglie della polizia locale, un’ambulanza del 118 e le guardie zoofile. Chessa precisa: «In questi giorni circolano molti messaggi sbagliati su razze come pitbull e amstaff, spesso descritti come aggressivi o pericolosi.

La verità è un’altra: non esistono cani cattivi per natura. Esistono cani mal gestiti, mal educati o cresciuti senza rispetto». «Pitbull e amstaff - continua - sono cani forti, intelligenti, sensibili e profondamente leali. Se allevati con amore, equilibrio e responsabilità, diventano straordinari compagni di vita, affettuosi con le persone e fedeli fino all’ultimo. La responsabilità è sempre dell’essere umano, non della razza. Educazione, socializzazione e rispetto fanno la differenza. Smettiamo di alimentare paura e pregiudizi e diffondiamo invece conoscenza, rispetto e cultura cinofila. Difendere i cani significa anche difendere la verità».
Intanto, tra i residenti di Ottava cresce la richiesta di maggiori controlli per garantire la sicurezza di persone e animali.

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