L’analista comportamentale Gigi Becca: «Insegno autonomia e libertà ai ragazzi con autismo»
Il protocollo del “conto alla rovescia” ideato a Sassari è stato sperimentato con successo su un 30enne
Sassari Tre, due, uno, via… Non è una gara, non sono i blocchi di partenza dei 400 metri ostacoli, anche se quella disciplina Gigi Becca – 41enne, originario di Florinas, analista comportamentale della Ge.Na., dove lavora con i ragazzi autistici, un passato da agonista nell’atletica leggera – la conosce bene. Quel conto alla rovescia è l’inizio del percorso verso l’autonomia di un ragazzo di 30 anni con disturbo dello spettro autistico e catatonia, che dal 2017 vive nella struttura di via Valle Gardona. Un percorso che, come il giro di pista, è segnato da tanti ostacoli, ma che ha portato quel giovane a uscire per la prima volta in autonomia dalla Ge.Na, a farsi una doccia da solo, ad affrontare situazioni che sarebbero state impensabili qualche anno fa. Tutto grazie al protocollo elaborato da Gigi Becca in un anno e mezzo di lavoro, che nei giorni scorsi ha ricevuto un riconoscimento importante, con la pubblicazione sulla rivista scientifica Giornale italiano dei disturbi del neurosviluppo.
«Ma dietro i protocolli c’è la vita di una persona, questa è la cosa più bella» commenta Becca e mentre lo fa la voce sembra incrinarsi per l’emozione. Giulio, è il nome di fantasia che daremo al 30enne ospite dell’Opera Gesù Nazareno, ha un disturbo autistico ed è catatonico. Questo vuol dire che, all’improvviso, può bloccarsi: in termini medici si parla di congelamento. «La persona è lì, è presente, vorrebbe muoversi ma non riesce a spostarsi» spiega Becca. Cosa possa significare, questo, nella vita di tutti i giorni è evidente, anche se Giulio, quando non ha gli episodi catatonici, è un ragazzo vitale, a cui piace lo sport e l’attività.
Giulio vive nella struttura residenziale della Ge.Na. dal 2017, dal 2024 frequenta il servizio socio-riabilitativo coordinato da Gigi Becca insieme a Laura Scano. A causa della catatonia, non è mai uscito dalla struttura da solo e si fa la doccia soltanto con l’ausilio degli operatori. Per lavarsi, impiega 89 minuti. Un gesto quotidiano, che per lui è un’impresa. Ecco perché Giulio ha il sogno di potersi un giorno prendere cura da solo della propria igiene. Gigi Becca si accorge di questa motivazione e decide di puntarci: per quattro mesi porta avanti l’osservazione comportamentale e studia e misura ogni singolo aspetto della routine di Giulio, il pane quotidiano di chi viene dall’atletica, dove ogni prestazione si traduce in metri o secondi. E costruisce un protocollo, che sembra quasi un gioco: «Dieci, nove, otto…». Un conto alla rovescia, che serve a dare a Giulio la motivazione. Per qualsiasi azione, un operatore recita il comando vocale: «Hai quindici secondi per accendere l’acqua», ad esempio. Poi via al countdown. Il percorso dà i suoi frutti. E gli 89 minuti che erano necessari inizialmente diventano sempre di meno. «Ora ne bastano 23 e l’operatore entra in bagno solo in alcuni momenti precisi» sorride Gigi Becca. Ma la doccia è solo un aspetto. «Giulio è uscito per la prima volta dalla Ge.Na., è andato all’ippodromo, ha fatto due giri ed è tornato. Poi è rientrato per la prima volta a dormire a casa. È addirittura andato a Cagliari con Bla bla car. La catatonia causa negativismo, perché la persona non ha volontà e ha paura di bloccarsi. Ma questo percorso ha permesso a Giulio di avere più autostima, di credere in se stesso».
Traguardi raggiunti grazie al protocollo redatto da Gigi Becca e all’applicazione da parte degli operatori della Ge.Na. E ora, il countdown non serve più: «Lo stimolo discriminativo è “buona doccia”, “buona colazione”». Per arrivare a questo risultato è servito un anno e mezzo. Prima l’osservazione, poi l’elaborazione del protocollo, che infine è stato illustrato a Giulio, ai suoi famigliari e agli altri professionisti e operatori che seguono il suo percorso. Ma il protocollo potrà aiutare tante altre persone, perché è diventato una ricerca scientifica pubblicata su una delle più importanti riviste del settore. Un lavoro che Gigi Becca ha svolto nel tempo libero dal lavoro in struttura, anche grazie all’ispirazione arrivata dalla Fondazione Sospiro, punto di riferimento per la formazione e il trattamento dell’autismo in Italia. Sono stati i responsabili dell’ente con sede a Cremona a rendersi conto del valore scientifico della ricerca di Gigi Becca e a incoraggiarne la pubblicazione.
«Come è nata questa mia formazione? È una storia lunga» ride l’analista comportamentale. Che per 18 anni ha lavorato come pizzaiolo e proprio in pizzeria ha scelto la sua strada, dopo aver conosciuto dei ragazzi che svolgevano un tirocinio inclusivo. Accanto al lavoro, lo studio: un percorso di formazione iniziato nel 2012 con la laurea in Servizio sociale e proseguito con i titoli in Scienze dell’Educazione, Pedagogia, ai quali a febbraio si aggiungerà la laurea in Psicologia a indirizzo cognitivo-comportamentale. Senza contare le abilitazioni e i master. Ma accanto alle due belle storie di Giulio e Gigi, c’è un terzo racconto di riscatto che vale la pena di ricordare. Quello dell’Opera Gesù Nazareno, l’unica struttura del Nord Sardegna dedicata alle persone autistiche, che negli ultimi anni ha attraversato momenti di grave difficoltà finanziaria, ma che ora ha ripreso a navigare in acque serene. «Se c’è una cosa che non è mai cambiata dal 1955, quando questa struttura venne fondata, è l’umanità che si respira all’interno: una qualità che viene riconosciuta anche dall’esterno» sottolinea Gigi Becca.
