Il sindaco di Sassari risponde ai lettori: «Più controlli nel centro storico e via le auto da piazza Università»
Dialogo con gli eredi per quanto riguarda gli edifici abbandonati in città
Sassari Come sempre, la città murata è uno dei temi più complessi e decisivi. L’occasione per affrontarlo arriva dall’intervento di Luca Deidda, che chiede di verificare l’abitabilità e il titolo di occupazione degli immobili del centro storico, di obbligare i proprietari a mettere in sicurezza quelli fatiscenti e di favorire l’insediamento di giovani e studenti. «Sono tre aspetti diversi che però dicono la stessa cosa – dice Mascia –: la necessità di far rivivere il centro storico. La città murata va in una certa direzione da almeno trent’anni e non è un caso che tutte le amministrazioni abbiano cercato di intervenire, ciascuna facendo un tratto di strada».
Sul tema delle verifiche, Mascia chiarisce i limiti dell’azione comunale: «Verificare l’abitabilità non è come chiedere una patente. Entrano in gioco competenze che non riguardano solo il Comune, ma anche altri enti, che devono agire in maniera coordinata». Da parte sua, l’amministrazione porta avanti «un censimento costante», affiancato da una presenza rafforzata della Polizia locale nel centro storico, «che a breve sarà ulteriormente incrementata con un nuovo posto fisso».
Quanto al recupero delle facciate e al decoro urbano: «Le ordinanze adottate negli anni sono rimaste spesso lettera morta. Per questo è necessario costruire una proposta da portare alla Regione, per ottenere risorse che aiutino concretamente i privati a intervenire». Un passaggio che si lega anche all’attrattività del centro: «L’arrivo dei giovani passa da qui: devono trovare un contesto più accogliente». Mascia non nasconde la difficoltà: «Il centro storico è la ferita aperta della città. Ci stiamo lavorando, ma servono pazienza e collaborazione».
Piazze Il tema delle piazze emerge dall’intervento di Sandro Salis, che guarda al futuro di piazza Università: «Nel 2026 mi piacerebbe vedere l’inizio del recupero di quella che oggi è un triste parcheggio». Mascia conferma l’obiettivo: «L’intenzione è realizzare una piazza pedonale». Ma prima, spiega, vanno risolte alcune questioni.
«Da un lato c’è il nodo del parcheggio di Corte Santa Maria, legato a una vicenda privata di un’azienda. Se si sblocca quella situazione, anche in accordo con altri soggetti come l’Università, che ha manifestato interesse, potremo creare lì i posti auto». Resta però il tema dei residenti: «Soprattutto quelli più anziani hanno bisogno di spazi per fermarsi e per le operazioni quotidiane. Solo dopo aver garantito questi e accessi e soluzioni per le attività commerciali potremo realizzare la piazza».
Abbandoni Infine il capitolo degli edifici abbandonati, sollevato da Pierluigi Marchi, che segnala tre situazioni critiche: le ex scuole industriali di via Galileo Galilei, le costruzioni incompiute tra via Rizzeddu e via Livorno e una villa donata al Comune tra viale Italia e via De Nicola. «Sono edifici diversi, con storie diverse – spiega Mascia –. In alcuni casi la proprietà è della Regione, in altri di privati. Le interlocuzioni sono in corso per evitare il degrado».
Diverso il caso della villa donata al Comune, vincolata a precise condizioni: «La donazione prevede la realizzazione di servizi come un asilo o strutture per i giovani». È in corso un confronto con gli eredi «per valutare una diversa viabilità di accesso dall’area di viale Italia». Un progetto esiste, conclude il sindaco, «ora dobbiamo capire se è concretamente realizzabile».
