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Acqua, centro storico, viabilità: le vostre domande e le risposte del sindaco di Sassari – Filo diretto con Mascia

di Giovanni Bua
Acqua, centro storico, viabilità: le vostre domande e le risposte del sindaco di Sassari – Filo diretto con Mascia

Tra i temi affrontati in questa prima puntata nella sede della Nuova Sardegna: strade, strutture sportive, accessibilità, eventi e cultura

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Sassari Cultura ed eventi, strutture sportive, accessibilità e partecipazione. Sono questi alcuni dei temi al centro delle risposte del sindaco Giuseppe Mascia alle domande dei lettori, arrivate numerose in redazione (si possono inviare all’indirizzo cronaca@lanuovasardegna.it o al numero WhatsApp 3492801429). Un confronto diretto, di cui è disponibile anche la registrazione integrale online, nel quale il primo cittadino richiama due parole chiave: pazienza e coinvolgimento.

«Per i grandi cambiamenti serve partecipazione – sottolinea –. Noi siamo pronti ad ammettere i nostri errori e soprattutto ad ascoltare proposte, idee e suggestioni». E aggiunge: «A chi dice “hai voluto la bicicletta” rispondo che non mi sento un uomo solo. Le criticità della città non sono sulle spalle di uno, ma di tutta la comunità, che deve crescere e camminare insieme».

Cultura ed eventi Le prime domande dei lettori riguardano cultura ed eventi, con una richiesta chiara: più iniziative per i giovani, più musica e una programmazione capace di raggiungere tutta la città. Giovannella Meazza chiede se Sassari possa ospitare un festival dedicato ai giovani, mentre Fabiana Miccio domanda se sia possibile «avere più concerti, soprattutto rap e trap».

«La cultura non basta mai – risponde Mascia –. La programmazione che come amministrazione facciamo è capillare, mese per mese, e coinvolge diversi luoghi della città. Detto questo dobbiamo migliorare, essere presenti in più parti del territorio e allargare ancora di più l’offerta». Il sindaco ricorda che esistono già associazioni che da anni lavorano su festival giovanili e collega il tema alla riapertura del Centro giovani di piazza Santa Caterina: «È uno spazio che abbiamo voluto riaprire proprio per dare un punto di riferimento stabile ai ragazzi». Sui concerti Giuseppe Mascia è netto: «Non c’è nessun tipo di preclusione sui generi musicali, compresi rap e trap. Naturalmente le proposte devono arrivare. Molti concerti che si vedono in città sono frutto delle proposte delle associazioni, che noi accogliamo nella misura in cui è possibile realizzarle». Resta aperto il tema di una piccola arena: «È una questione che stiamo vagliando da tempo e sulla quale stiamo cercando soluzioni concrete».

Strutture sportive Un altro gruppo di domande tocca il tema delle strutture sportive, tra visione strategica e criticità irrisolte. Maurizio Moretti chiede se la cittadella sportiva nella zona di piazzale Segni sia ancora un obiettivo dell’amministrazione e quale sia il futuro del Vanni Sanna. «Considerando i finanziamenti regionali rilevanti destinati al nuovo stadio di Cagliari – chiede – Sassari ha avviato o intende avviare un percorso formale per intercettare risorse analoghe, incluse quelle legate a Euro 2032, al Fondo nazionale per gli stadi, all’Istituto per il Credito Sportivo e ai modelli di partenariato pubblico-privato oggi previsti dalla normativa?».

«Per la città dello sport – risponde Mascia – resta ferma l’idea di realizzare un quadrante complessivo dedicato allo sport. Sul Vanni Sanna ci sono problemi di varia natura: la struttura, la capienza e anche il campo». Il sindaco spiega che il Comune sta lavorando per individuare le risorse: «Non posso dire che lo faremo domani, perché serve la provvista economica. Con la Regione stiamo interloquendo e nelle prossime sessioni di bilancio cercheremo le risorse per completare queste operazioni». L’obiettivo, conclude, «è mettere a posto il nostro stadio e avere una struttura all’altezza delle sfide che stiamo affrontando».

Accessibilità Il tema dell’accessibilità emerge dalle richieste dei lettori come questione concreta e quotidiana, legata sia alle regole sia ai comportamenti. Antonio Masia chiede di imporre l’accessibilità almeno agli edifici che ospitano servizi essenziali e di contrastare la sosta davanti alle rampe. «Da una parte ci sono le leggi – risponde Mascia – dall’altra c’è l’educazione che va migliorata».

Il sindaco richiama il lavoro della Polizia locale nelle scuole e aggiunge: «Per l’eliminazione delle barriere architettoniche abbiamo avviato il percorso del Peba e le fasi di redazione del piano, per arrivare almeno all’adeguamento delle strutture pubbliche». Ma avverte: «Sull’abbattimento delle barriere architettoniche serve tempo. Dobbiamo essere seri e onesti, ma ci stiamo lavorando».

Partecipazione Alla partecipazione e alla coscienza civica sono dedicate le parole di Veronica Campus: «Vorrei un Comune capace di aprirsi alla città attraverso riunioni pubbliche, assemblee di quartiere e momenti di confronto reale, non formale. Incontri in cui i problemi vengano analizzati insieme ai cittadini e diventino la base per una progettazione condivisa della città».

«Io incontro i comitati costantemente – risponde Mascia – e dedico molte ore della mia giornata ad andare nei quartieri cittadini. Questo mi viene riconosciuto dagli stessi comitati». Ma aggiunge: «Il senso della richiesta è rendere il dialogo più strutturale e più fattivo, e su questo concordo». Il sindaco annuncia infine che «a breve formalizzeremo una proposta chiara per rendere l’azione dei comitati più precisa e codificata all’interno delle regole del Comune».

Acqua Spazio anche all’annoso problema dell’acqua nella domanda di Francesco Obino: «Dovrebbe diventare una delle priorità assolute dell’agenda 2026 del sindaco Giuseppe Mascia e della sua amministrazione: garantire finalmente acqua potabile di alta qualità a Sassari».

«Il signor Francesco, nonostante non sia nella mia stretta competenza, però ha ragione, perché il problema dell'acqua in città è un problema vero e antico. Problemi di approvvigionamento, di potabilità. I bacini si stanno riempendo sia per l'uso domestico, sia per l'uso legato alla coltivazione, risolvendo un problema che nelle campagne quest’anno è stato particolarmente pesante». «La Regione sta facendo i lavori di efficientamento della rete e io interloquisco costantemente con Abbanoa e con l’Autorità d’ambito. Dobbiamo passare qualche anno, sperando di mettere a posto la rete e di avere l’acqua, tutti. E di averla buona».

Mobilità e parcheggi Tra le criticità più segnalate dai lettori ci sono quelle legate alla mobilità e alla sosta, temi che attraversano più quartieri e che incidono in modo diretto sulla qualità della vita quotidiana. Alessandro Aru osserva che il quartiere di Cappuccini «potrebbe beneficiare molto dall’istituzione di parcheggi nell’ex vivaio comunale», ipotizzando una riorganizzazione complessiva che consentirebbe di eliminare i posti auto da viale Umberto, valorizzare viale San Francesco, creare collegamenti pedonali con viale Trieste. Dalle domande arrivate via WhatsApp emergono invece alcune richieste legate a interventi immediatamente percepibili: l’istituzione di una zona 30 in viale Adua, e la possibilità di eliminare il cordolo della pista ciclabile che oggi limita la circolazione tra via Parigi e via Vienna. Mascia parte da quest’ultimo punto: «Il cordolo verrà eliminato a breve – spiega –. Non perché si voglia eliminare la pista ciclabile in quanto tale, ma perché una pista deve avere una conformazione coerente e funzionale. La città è piena di tratti di pista ciclabile realizzati in modo diverso l’uno dall’altro. L’obiettivo è riportare questi interventi a una normalità, facendo in modo che la pista diventi parte integrante della strada».

Quanto alla zona 30 in viale Adua, il sindaco chiarisce che non può essere istituita senza una valutazione complessiva del contesto. «Non si può decidere in modo isolato – osserva –. Serve uno studio che riguardi l’intera area». Il problema, riconosce, è reale: «Le auto corrono». Una criticità che può essere affrontata «con sistemi di controllo della velocità e dispositivi di moderazione del traffico». Più complessa la questione dei parcheggi nell’area dell’ex vivaio comunale tra viale San Francesco e Cappuccini. «In questo caso non è possibile intervenire – spiega Mascia – perché sull’area insiste un vincolo urbanistico che ne impone il recupero come vivaio». Un limite che, sottolinea, non dipende da scelte discrezionali dell’amministrazione comunale. Il tema della sosta nel quartiere resta però aperto. «È vero che Cappuccini soffre una carenza di parcheggi – ammette il sindaco –. È una zona che conosco bene e sulla quale stiamo ragionando». Tra le ipotesi in campo c’è anche la piena messa a regime del parcheggio del Teatro comunale.

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