La Nuova Sardegna

Sassari

La protesta

L’allarme dei sindacati: «A Sassari sanità al collasso»

di Giovanni Bua
Il sit-in dei sindacati all'ingresso dell'Ospedale Santissima Annunziata a Sassari
Il sit-in dei sindacati all'ingresso dell'Ospedale Santissima Annunziata a Sassari

La denuncia di Fp Cgil e Uil Fpl pronte alla mobilitazione: «reparti sovraffollati e carenza di personale, il sistema è a un passo dell’implosione»

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Sassari Pronto soccorso al limite dell’implosione, reparti sovraffollati, personale insufficiente, radiologia in grave sofferenza, turni massacranti, carenze strutturali nei presìdi territoriali e contratti fermi.

È il quadro tracciato da Fp Cgil e Uil Fpl, che in una lettera inviata il 2 febbraio alla presidente della Regione Alessandra Todde, agli assessori e ai consiglieri regionali del territorio sassarese, ai vertici di Aou di Sassari, Asl 1 e all’Università, parlano di una situazione «che ha superato ogni soglia di tollerabilità».

Nel documento i sindacati denunciano un sistema sanitario locale sottoposto a una pressione crescente, con l’Aou chiamata a svolgere il ruolo di hub e Dea di secondo livello per tutto il Nord Sardegna «senza un adeguato rafforzamento di personale, risorse e programmazione».

Il risultato è un pronto soccorso con tempi di attesa lunghissimi, boarding prolungato e pazienti costretti a sostare per ore o giorni nei corridoi. Una logica emergenziale che, secondo Fp Cgil e Uil Fpl, si è ormai trasformata in prassi ordinaria anche nei reparti e nei servizi territoriali.

Nei presìdi dell’Asl 1 si registrano chiusure di reparti, mentre all’Aou – in particolare nell’area medica, come geriatria e cardiologia – e negli ospedali di Alghero e Ozieri, sovraffollamento e promiscuità sarebbero diventati strutturali, con ricadute sulla sicurezza delle cure e sulla dignità dei pazienti.

Particolarmente critica la situazione della radiologia dell’Aou di Sassari. «Mancano circa 60-70 tecnici di radiologia, con una carenza stimata attorno al 40 per cento – scrivono i sindacati – una condizione che compromette la gestione dell’emergenza-urgenza, l’abbattimento delle liste d’attesa e l’utilizzo delle tecnologie disponibili, con il rischio che l’H24 sia garantito solo attraverso un uso improprio della pronta disponibilità».

Accanto alla denuncia, Fp Cgil e Uil Fpl avanzano alcune proposte: nel breve periodo una diversa allocazione del personale e concorsi «seri» per rendere attrattivo il rientro nel sistema pubblico; nel medio periodo una programmazione condivisa tra Regione e Università per aumentare i laureati, allineare la formazione ai fabbisogni reali e superare i limiti dell’attuale pianificazione.

Nel documento trovano spazio anche le criticità contrattuali, dalla mancata certificazione dei fondi 2024 in Aou – che blocca produttività e contrattazione – ai ritardi nei buoni pasto, fino all’assenza di una mobilità regionale interaziendale. In assenza di risposte, i sindacati annunciano l’avvio di iniziative di mobilitazione e chiedono l’apertura immediata di tavoli tecnici su pronto soccorso, radiologia e cardiologia.

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