Caos in Comune, la minoranza si dimette: «Offese e umiliazioni in aula»
Il sindaco: «Accuse infondate, ognuno si assuma le sue responsabilità»
Burgos Finale di partita movimentato a Burgos dove, a pochi mesi dalla conclusione della consiliatura, diventa insanabile lo scontro politico fra maggioranza e opposizione. I tre consiglieri di minoranza, l’ex candidata sindaca Simona Pedde e i consiglieri Cristiano Demurtas e Nicole Gaias, nel corso del consiglio comunale di mercoledì 25 febbraio hanno rassegnato le dimissioni. Un gesto motivato con una lettera – indirizzata anche alla prefetta Grazia La Fauci – nella quale accusano la compagine di governo di aver trasformato le sedute di consiglio in un «palcoscenico per offese personali e professionali ripetute, per umiliazioni sistematiche, per una deriva delle istituzioni che rappresenta un esempio negativo per tutti, soprattutto i giovani».
La risposta del sindaco
Accuse che il primo cittadino Leonardo Tilocca, eletto nel 2020 e già in pista come candidato della prossima tornata, respinge al mittente: «Non ho niente da commentare sul contenuto delle dimissioni. Abbiamo preso atto della loro comunicazione nel corso della seduta e basta. Posso solo dire che non condivido quanto riportato dalla minoranza e queste accuse non sfiorano minimamente né il mio pensiero né la nostra attività amministrativa. Ognuno dovrebbe assumersi le sue responsabilità, soprattutto a due mesi dalle elezioni».
La polemica
A innescare la resa dei conti fra le due fazioni, una polemica sull’ordine del giorno dell’ultima riunione di consiglio. «Siamo stati convocati contemporaneamente per due sedute, una ordinaria e l’altra straordinaria e urgente» spiega Pedde. Quest’ultima, secondo la capogruppo di minoranza dimissionaria, non sarebbe stato altro che un espediente per aggirare quanto previsto dal regolamento comunale sui tempi di preavviso, necessari per consentire ai consiglieri di consultare la documentazione legata ai punti all’ordine del giorno. «Norme che sono state regolarmente disattese, impedendoci di svolgere il nostro mandato» si legge nella lettera. «Siamo stati convocati venerdì sera e la documentazione sul punto 3, una variante al Puc, non era ancora consultabile. Quando lo abbiamo segnalato lunedì mattina, il punto è stato prima ritirato e poi è finito al centro di una nuova convocazione, urgente e straordinaria», spiega Simona Pedde.
La tensione politica, ad ogni modo, ha coinvolto anche i banchi della maggioranza, dai quali anche la consigliera Silvana Pisanu ha annunciato la volontà di dimettersi. La consigliera non ha voluto commentare la sua decisione, così come il primo cittadino. Il punto dell’ordine del giorno contestato riguardava una variazione al Puc. «Un atto che era già stato presentato due anni fa, ma che era stato ritirato dopo le nostre proteste e che rende molto più semplice costruire antenne radio e per la telefonia mobile, facendo cadere i vincoli che impongono una distanza lineare di almeno 500 metri dal centro abitato. E questo nonostante un antenna qui ci sia già». Anche in questo caso, l’interpretazione del sindaco è opposta: «Non ci è arrivata alcuna richiesta per l’installazione di nuove antenne, quella variante serve a liberare da vincoli una zona agricola».
