In paese manca l'alimentari, il Comune ti dà il locale gratis e non paghi tasse per tre anni: ecco dove
Il Comune raccoglierà le manifestazioni di interesse, poi arriverà il bando
Cheremule Un piccolo negozio di alimentari può fare la differenza tra un paese vivo e uno costretto a dipendere dall’esterno anche per i bisogni più essenziali. È con questo obiettivo che il Comune di Cheremule si appresta a pubblicare un avviso per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di operatori economici intenzionati ad avviare un esercizio commerciale per la vendita di generi alimentari. L’iniziativa, che ha carattere esplorativo, punta a verificare la presenza di soggetti interessati prima di procedere con un eventuale bando pubblico di locazione.
Ma il significato dell’operazione va oltre l’aspetto amministrativo. Nei piccoli centri dell’entroterra, lo spopolamento non si misura soltanto nei numeri dei residenti, ma anche nella progressiva perdita di servizi. Quando chiude un negozio di prossimità, a venire meno non è solo un’attività economica, ma un presidio sociale, un punto di incontro, un riferimento quotidiano. A Cheremule, l’assenza di un esercizio alimentare costringe molti abitanti – soprattutto anziani e persone prive di mezzi propri – a spostarsi nei paesi vicini per fare la spesa. Spesso la destinazione è Thiesi, con tutte le difficoltà che questo comporta per chi non può contare su un’auto o su familiari disponibili. Condizione che incide sulla qualità della vita e che rischia di accentuare il senso di isolamento.
Per favorire l’insediamento dell’attività, l’amministrazione metterà a disposizione una porzione di un immobile comunale in via Capitano Bagiella, in passato adibito a macelleria e ritenuto idoneo allo svolgimento del servizio. A sostegno dell’iniziativa sono previste misure significative: la concessione gratuita dei locali per i primi tre anni, condizioni agevolate per il periodo successivo, l’esenzione dai tributi comunali per tre anni e un supporto amministrativo nella fase di avvio. La manifestazione di interesse non comporta obblighi né per il Comune né per i partecipanti, ma rappresenta un primo passo concreto verso il rafforzamento dei servizi di base. In territori dove ogni attività che apre diventa un segnale di resistenza allo spopolamento, la riattivazione di un negozio alimentare può trasformarsi in un’opportunità di rilancio e in un messaggio di fiducia per l’intera comunità.
