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Sassari

Il caso

Sassari, chiude il chiosco dei giardini di via Tavolara: cosa è successo

di Davide Pinna

	<em>(foto Mauro Chessa)</em>
(foto Mauro Chessa)

Il Comune ha risolto il contratto con i gestori

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Sassari Brutte notizie per i frequentatori dei giardini pubblici intitolati di via Tavolara: le serrande del chioschetto resteranno abbassate per un po’.

Il Comune ha deciso nei giorni scorsi di risolvere il contratto con la ditta che lo gestiva dopo la gara d’appalto di tre anni fa: all’origine della decisione, stando a quel che si legge nella determinazione pubblicata all’albo pretorio di Palazzo Ducale una contesa legata al pagamento di una parte dei canoni annuali, fissati dopo la gara in 2.700 euro. La vicenda è cominciata nel 2023 quando, dopo un periodo di chiusura, l’amministrazione comunale decide di riaprire il chiosco, pubblicando un bando per la gestione e fissando come canone a base d’asta la cifra di 1.200 euro all’anno, una somma chiaramente simbolica.

I cittadini che speravano di potersi accomodare a sorseggiare una bibita già dall’estate, però, dovettero rinunciare. Una società si era aggiudicata il bando con un rialzo monstre di quasi il 700 per cento, con un canone di oltre 9mila euro, ma al momento di fare sul serio si era tirata indietro, non inviando al Comune la documentazione necessaria alla stipula del contratto.

Alla fine dell’estate gli uffici si erano occupati di far scorrere la graduatoria, composta da altre tre aziende, assegnando la struttura alla seconda classificata, per un canone di 2.700 euro. E per un po’ le cose sono andate bene, con diversi eventi culturali e musicali. Nel frattempo, però, il Comune ha lamentato mancati pagamenti per un totale di 4.300 euro e dopo diverse sollecitazioni, lo scorso 25 febbraio, ha inviato una diffida formale a sanare i debiti entro 20 giorni.

Cosa che non è accaduta, portando l’amministrazione a risolvere il contratto. Ora resta da capire se Palazzo Ducale intenda procedere con una nuova gara o se ci si limiterà allo scorrimento della graduatoria del 2023.

La speranza è che non si replichi la situazione del punto ristoro del parco di Monserrato in via Budapest. L’attività, ospitata in un bell’edificio storico, è chiusa ormai da anni.

La scorsa primavera era andato deserto, per la terza volta, il bando di affidamento.

E questo nonostante il Comune avesse tagliato del 30 per cento il canone d’affitto, portandolo a 42mila euro l’anno. Ma lo sconto non è bastato, nonostante la superficie coperta di 420 metri quadri e la scenografica terrazza di 80 metri quadri che si affaccia sulle geometrie disegnate dalle siepi del parco.

Uno scenario da favola che però non incanta gli investitori. Che evidentemente ritengono che l’attività non sia sostenibile dal punto di vista economico.

L’azienda che aveva vinto il bando del 2021 con un rialzo extralarge del 263 per cento e un canone annuale di oltre 100mila euro sarebbe dovuta restare in attività fino al 2028 ma, nel 2023, ha rinunciato al contratto. Da allora, le porte non si sono più riaperte.

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