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Sassari

In tribunale

Assolto per la rapina in via Carlo Felice, è la fine di un incubo per un sassarese – Ecco chi è

Assolto per la rapina in via Carlo Felice, è la fine di un incubo per un sassarese – Ecco chi è

Si chiude il procedimento a carico del 44enne residente in città

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Sassari Si chiude con un’assoluzione il procedimento a carico di Gian Mario Pulina, sassarese di 44 anni, finito a processo per una rapina avvenuta nell’estate del 2022 in città. La corte d’appello ha riformato la decisione di primo grado, escludendo la responsabilità dell’imputato e stabilendo che il fatto non sussiste.

Al centro della vicenda c’è un episodio avvenuto il 7 agosto 2022, quando un uomo armato fece irruzione nella farmacia di via Carlo Felice a Sassari, minacciando una dipendente e facendosi consegnare l’incasso della giornata, pari a circa 280 euro.

Secondo l’accusa, Pulina avrebbe avuto il ruolo di “palo”, rimanendo all’esterno a bordo di un’auto mentre il complice – rimasto ignoto – portava a termine la rapina.

Nel marzo 2025, il gup del tribunale di Sassari lo aveva ritenuto responsabile del concorso nella rapina, condannandolo a due anni, due mesi e venti giorni di reclusione, oltre a una multa. Nella stessa sentenza era invece arrivata l’assoluzione per l’accusa di porto illegale dell’arma.

L’avvocato difensore Luigi Conti ha impugnato la decisione e il caso è arrivato davanti ai giudici di secondo grado. Il procuratore generale Roberta Pischedda aveva chiesto la conferma della condanna, ritenendo solidi gli elementi raccolti nel corso delle indagini.

In particolare, la pubblica accusa ha richiamato una serie di indizi ritenuti tra loro coerenti: le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che avrebbero ripreso una persona a bordo di un’auto in uso esclusivo all’imputato, con abbigliamento compatibile con quello indossato dall’autore della rapina; i dati telefonici, che collocavano l’utenza riconducibile a Pulina nell’area e in un orario compatibile con il colpo; e i passaggi ripetuti della stessa auto, a bassa velocità, nella via dove si trova la farmacia, letti come possibili sopralluoghi o come fase di accompagnamento del rapinatore.

Di diverso avviso l’avvocato difensore Luigi Conti che aveva invece sostenuto come non ci fosse alcuna prova certa di responsabilità a carico del suo assistito. E per questo ne aveva chiesto l’assoluzione. La corte d’appello, condividendo la tesi difensiva, ha ritenuto non sufficienti gli elementi a carico dell’imputato, pronunciando l’assoluzione con la formula più ampia. (na.co.)

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