Sassari, revocati i domiciliari al dj accusato di violenza sessuale: ma non può avvicinarsi alla presunta vittima
Il 22enne arrestato a metà febbraio deve stare a 500 metri di distanza dalla 20enne
Sassari Sono stati revocati oggi, 24 marzo, gli arresti domiciliari al dj 22enne finito sotto inchiesta a metà febbraio con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una 20enne. La misura cautelare è stata sostituita dal giudice delle indagini preliminari Gian Paolo Piana con il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla presunta vittima e con il divieto assoluto di comunicare con lei.
Il giovane, volto noto della “movida” sassarese e algherese, lavorava come dj in un locale cittadino. Il 13 febbraio scorso era stato arrestato dagli investigatori della squadra mobile della questura di Sassari, dopo la denuncia presentata dalla ventenne sassarese, che aveva raccontato di essere stata costretta a subire un rapporto sessuale contro la propria volontà. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Mobile, i due si sarebbero conosciuti nel locale in cui il 22enne lavora come dj. Il primo approccio sarebbe stato del tutto normale e la ragazza avrebbe così deciso di seguirlo nella sua abitazione, dove avrebbe trascorso la notte e dove tra loro ci sarebbe stato un rapporto sessuale consenziente. La situazione sarebbe precipitata la mattina successiva. Stando alla denuncia, la giovane avrebbe manifestato la volontà di non avere ulteriori rapporti, ma l’uomo l’avrebbe costretta a subirne un altro completo, contro la sua volontà.
Dopo la presunta violenza la ventenne, accompagnata dalla madre, si era rivolta alla polizia e, attraverso il proprio legale, l’avvocato Stefano Porcu, aveva formalizzato la querela. Gli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Michele Mecca, avevano avviato immediatamente gli accertamenti, ascoltando la presunta vittima e raccogliendo elementi investigativi ritenuti rilevanti dalla Procura, che a quel punto aveva richiesto della misura cautelare accolta dal giudice delle indagini preliminari.
L’indagato, difeso dall’avvocato Francesco Chessa, si è sempre proclamato innocente. «I rapporti intercorsi tra i due giovani – spiega il legale – si sono svolti nell’ambito di piena consensualità, con libera e reciproca autodeterminazione, in assenza di costrizione, violenza o abuso. Nelle more del procedimento, sono emersi elementi favorevoli al mio assistito – aggiunge il legale – nel cui contesto si colloca anche la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari.
La difesa esprime piena fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria, confidando che il prosieguo delle indagini consentirà una ricostruzione completa e obiettiva dei fatti». Per ora resta per il 22enne il divieto di avvicinarsi alla presunta vittima né comunicare con lei in alcun modo, garantendo una maggiore tutela della ragazza durante lo svolgimento del procedimento. L’inchiesta, coordinata dal pm Gianni Caria, prosegue per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e per raccogliere ulteriori elementi che possano ricostruire con precisione le circostanze dell’accaduto.
