La Nuova Sardegna

Sassari

La protesta

Sassari, sit in dei medici dell’Aou: «Siamo pronti a scioperare»

di Luca Fiori
Sassari, sit in dei medici dell’Aou: «Siamo pronti a scioperare»

Tra i motivi della protesta la mancata corresponsione dei premi di risultato

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari I medici sassaresi verso lo sciopero. La decisione di fermarsi e incrociare le braccia è stata confermata nella mattina di oggi, 31 marzo, durante il sit-in di protesta, davanti alla direzione generale dell’Aou. La protesta che riguarda circa 800 persone, tra medici, psicologi e dirigenti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, stamattina ha visto la partecipazione di centinaio di medici in viale San Pietro. Molti in camice bianco e affiancati dalle bandiere delle organizzazioni sindacali, hanno illustrato le ragione del malcontento, in un clima teso ma composto che segna un ulteriore passo nella mobilitazione della dirigenza medica.

La protesta arriva al termine di giorni di forte agitazione e dopo la convocazione, da parte delle sigle sindacali, di un’assemblea urgente, seguita da un sit-in pacifico nel cortile della palazzina Bompiani, iniziativa che ha rappresentato il primo momento pubblico e unitario di una vertenza destinata ad avere sviluppi nelle prossime settimane. I medici sassaresi denunciano un progressivo e inaccettabile svilimento del ruolo della dirigenza, con mancata corresponsione dei premi di risultato a partire dal 2023, senza alcuna garanzia sui tempi di pagamento, e con i premi degli anni 2013-2017 ancora bloccati in contenziosi legali. Si aggiungono la cancellazione unilaterale di ore lavorative maturate, spesso senza giustificazione, ritardi gravi nell’erogazione dei buoni pasto e livelli di premio di risultato molto inferiori rispetto ad altre aziende sanitarie, evidenziando una

disparità ingiusta e offensiva. I medici sottolineano come tutto questo comprometta il riconoscimento professionale, la motivazione e la dignità del lavoro, trasformando un ruolo strategico in un’attività sempre più

svilita. I sindacati, da Aaroi-Emac a Cimo-Fesmed, da Anaao Assomed a Fassid fino a Fp Cgil medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale, Uil Fpl medici e Fvm Smi, hanno ribadito la necessità di una risposta univoca e compatta della categoria, sottolineando come l’assemblea si sia svolta in orario di servizio, con la possibilità per i partecipanti di timbrare la causale assemblea, proprio perché non si trattava ancora di uno sciopero ma di una fase preliminare di mobilitazione.

La data dello sciopero vero e proprio, spiegano le organizzazioni, sarà eventualmente fissata con almeno dieci giorni di anticipo nel rispetto della normativa vigente, ma il segnale lanciato oggi è chiaro: la dirigenza medica è pronta a inasprire la protesta se non arriveranno risposte concrete. Il sit-in di questa mattina ha dato visibilità a un malessere crescente, già espresso nei giorni scorsi con la proclamazione dello stato di agitazione e con la richiesta di intervento alla Regione, mentre i medici ribadiscono la necessità di difendere diritti contrattuali, riconoscimento economico e dignità professionale.

Primo Piano
Politica

Alessandra Todde: «Alternanza? Anche no. Vorrei fare il bis in Sardegna»

Le nostre iniziative