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Tribunale

Sassari, chiuse le porte del bus e tentò di violentare una giovane guida turistica: l’autista patteggia

di Nadia Cossu
Sassari, chiuse le porte del bus e tentò di violentare una giovane guida turistica: l’autista patteggia

La vittima è una 25enne che accompagnava un gruppo di stranieri

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Sassari Si è chiuso con un patteggiamento il procedimento giudiziario a carico di un 49enne accusato di violenza sessuale ai danni di una giovane accompagnatrice turistica. Ieri mattina, davanti al giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Grotteria, l’imputato – difeso dall’avvocato Nino Cuccureddu – ha concordato una pena di un anno e due mesi di reclusione, convertita in lavori di pubblica utilità da svolgere presso una cooperativa sociale di Sorso. Per la durata della pena è stata inoltre disposta l’interdizione dai pubblici uffici, mentre in via perpetua l’uomo non potrà assumere né mantenere incarichi di curatela, tutela o amministrazione di sostegno.

I fatti risalgono al luglio dello scorso anno, quando una 25enne, impegnata in un lavoro stagionale come accompagnatrice di gruppi turistici, si trovava ad Alghero per una tappa del tour estivo. La comitiva, giunta in città a bordo di un autobus noleggiato dall’agenzia per cui lavorava la giovane, era scesa dal mezzo per proseguire a piedi verso il centro storico.

Secondo quanto emerso dalle indagini (titolare dell’inchiesta era il pubblico ministero Elisa Succu), l’autista – residente a Sassari ma originario di Castelsardo – avrebbe detto alla ragazza che, non potendo sostare in quell’area, si sarebbe spostato di poco. Invece, con la 25enne ancora a bordo, avrebbe percorso un tratto più lungo fino a raggiungere la zona industriale di Alghero, dove avrebbe chiuso le portiere del bus.

Qui sarebbero iniziati i momenti di paura per la giovane: l’uomo avrebbe iniziato a palpeggiarla e a rivolgerle apprezzamenti espliciti, tentando anche di abbassarle i pantaloni. Nonostante i ripetuti tentativi di opporsi e divincolarsi, la 25enne si sarebbe trovata bloccata e impossibilitata a scendere dal mezzo. L’autista, come contestato nell’imputazione, le avrebbe anche immobilizzato le braccia cercando di baciarla.

La situazione si è sbloccata solo quando la giovane è riuscita a liberarsi e ad allontanarsi, denunciando immediatamente l’accaduto alle forze dell’ordine. Da lì era partita l’indagine per violenza sessuale, culminata ora con la definizione del procedimento tramite patteggiamento.

Naturalmente, se l’uomo non dovesse scontare la pena così come sostituita in lavori di pubblica utilità, la conversione verrà revocata e non potendo usufruire della sospensione condizionale della pena (come inizialmente richiesto dall’avvocato difensore, ma proposta rigettata dal gup) la pena detentiva originaria verrà ripristinata e si apriranno le porte del carcere.
 

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