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Torres, accoglienza da Champions a Bancali: l’abbraccio rossoblù a mister Zola

di Luca Fiori
Torres, accoglienza da Champions a Bancali: l’abbraccio rossoblù a mister Zola

Nel cortile della scuola bandiere e maglie vintage, cori da stadio e l’inno della Torres cantato a squarciagola. Il campione di Oliena regala autografi e selfie poi palleggia con i vecchi compagni

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Sassari Le bandierine rossoblù tremano nell’aria come in uno stadio vero, le mani dei bambini stringono forte la carta colorata quasi a non volerla perdere. A metà mattina il cortile della scuola elementare di Bancali sembra uno spicchio del “Vanni Sanna”. 
Decine di magliette della Torres e centinaia di occhi emozionati e ansiosi regalano una vista da fare invidia alla curva Nord.

Sono le 10.30 del 24 aprile quando sulle note di We Are the Champions Gianfranco Zola e alcuni protagonisti della storica Torres di fine anni Ottanta, fanno il loro ingresso tra applausi e cori, accolti da un entusiasmo travolgente, che regala alla scuola qualcosa di più grande di una semplice giornata di sport. Accanto a Zola ci sono Sergio Pinna, Sergio Dossena, Walter Tolu e Roberto Ennas, compagni di quella squadra guidata da Bebo Leonardi e rimasta scolpita nella memoria rossoblù. L’emozione esplode del tutto quando, senza bisogno di inviti, bambini e campioni intonano insieme l’inno della Torres, un canto spontaneo che attraversa il cortile e unisce generazioni lontane, cancellando ogni distanza tra chi ha fatto la storia e chi la sta solo iniziando a sognare.

La mattinata dedicata allo sport nella borgata alle porte della città è nata dalla passione autentica dei più piccoli. E alla vigilia della trasferta di Arezzo, dove la Torres si giocherà la salvezza, l’abbraccio di Bancali ai campioni del passato assume un valore ancora più profondo, quasi una spinta ideale che parte dai bambini e arriva fino al campo. 
A rendere possibile la visita del campione di Oliena è stato Sergio Pinna, ex portiere rossoblù e figura ponte tra la scuola e quella squadra entrata nella leggenda. «Mesi fa gli abbiamo chiesto quasi per scherzo di portarci Zola – spiega la referente della scuola Manuela Iacono – ma lui ha preso la cosa sul serio, gli ha telefonato e ha ottenuto subito la sua disponibilità e una promessa che ci ha riempiti di gioia». Davanti alla parola data uno come Zola non poteva certo tirarsi indietro. Così stamattina l’ex stella della nazionale, nominato nel 2004 Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II, è stato travolto da un’onda di entusiasmo e di affetto, che ha ricambiato firmando decine di autografi e concedendosi ad altrettanti selfie e foto ricordo, davanti agli occhi soddisfati delle insegnanti e della dirigente Patrizia Mercuri. Una delegazione del Sassari rugby ha voluto donargli la maglia, mentre intorno a lui i compagni di inizio carriera hanno fatto emergere racconti e vecchi ricordi: Pinna, Dossena, Tolu ed Ennas hanno riportato in campo la Torres di allora, tra aneddoti, risate e frammenti di spogliatoio. Insignito dieci giorni fa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e qualche giorno dopo dal Coni della Stella d’oro al merito sportivo, nel cortile della scuola di Bancali Gianfranco Zola ha dimostrato di essere quello che è sempre stato: un campione anche fuori dal campo. 
Dopo aver palleggiato con i vecchi compagni si è rivolto ai bambini che lo guardavano con occhi increduli. «Grazie per questa accoglienza che ci avete riservato – ha detto Magic Box – il messaggio che voglio lasciarvi è uno solo. Se amate il calcio, o qualsiasi altro sport, fate come ho fatto io, non fatevi condizionare, impegnatevi tanto, credeteci sempre, ma giocate sempre per divertirvi». 
 

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