Primo maggio, la Grotta Verde ad Alghero riapre e fa il pienone di visitatori
Grande afflusso nei siti dell’Ecomuseo: staccati centinaia di biglietti in una sola giornata
Alghero Il primo maggio ha segnato la riapertura al pubblico della Grotta Verde, uno dei gioielli naturalistici più suggestivi del Parco di Porto Conte. Fin dalle prime ore del mattino di venerdì scorso, il sito ha accolto un flusso continuo di visitatori, attratti dalla magia degli ambienti sotterranei e dalla forza evocativa del paesaggio.
L'intero sistema dell'Ecomuseo ha registrato circa 850 presenze complessive, distribuite tra i diversi attrattori, confermando il crescente interesse verso un'offerta integrata capace di unire natura, storia e divulgazione. Numeri significativi anche per il museo a cielo aperto di Punta Giglio, dove il connubio tra memoria storica e contesto ambientale offre un'esperienza immersiva unica. Grande partecipazione si è registrata a Casa Gioiosa, punto di riferimento per le famiglie, grazie alla mostra "AlgueRex" e alle immagini in diretta delle nidificazioni del falco pescatore, capaci di coniugare contenuti scientifici e meraviglia. Molto apprezzata anche l'esperienza alle Prigionette, dove il contatto diretto con l'ambiente naturale garantisce un'immersione autentica e rigenerante. La Villa Romana di Sant'Imbenia ha permesso ai visitatori di riscoprire le radici più antiche del territorio, mentre il Museo Antoine de Saint-Exupéry ha affascinato con un percorso tra letteratura, volo e immaginazione.
Il successo del fine settimana conferma dunque la capacità del Parco di attrarre pubblici diversi, proponendo un modello di fruizione sostenibile che valorizza la qualità dell'esperienza e rafforza l'identità turistica del territorio. I siti dell'Ecomuseo resteranno aperti nei prossimi giorni, con informazioni disponibili online.
Tornando alla Grotta Verde, il cui accesso da terra si trova nelle vicinanze della Grotta di Nettuno, emerge però una criticità rilevante: l'assenza di un punto di ristoro dopo la chiusura dello storico baretto di Capo Caccia. Sulla questione interviene il consigliere comunale Christian Mulas, presidente della commissione ambiente, denunciando una situazione definita ormai intollerabile. «Il compendio di Capo Caccia, tra i siti più iconici della Sardegna, continua a essere privo di servizi essenziali. Nonostante le interlocuzioni avviate, non si registrano sviluppi concreti e l'area resta priva anche di adeguati servizi igienici, con un solo wc disponibile presso la biglietteria della Grotta di Nettuno».
