I bikers eleganti sfilano a Sassari: tutto pronto per la parata del Dgr
Il 23 maggio appuntamento in piazza d’Italia con il il Distinguished Gentleman’s Ride, iniziativa benefica per la salute maschile
Sassari C’è un momento, a Sassari, in cui il rombo delle moto smette di essere solo passione e diventa un messaggio dirompente. Accadrà ancora una volta il 23 maggio, quando la città ospiterà la decima edizione del Distinguished Gentleman’s Ride, un appuntamento che negli anni ha saputo trasformarsi da semplice parata a fenomeno sociale capace di parlare – e far parlare – di salute maschile.
L’evento, infatti, raccoglie fondi per Movember Foundation, impegnata nella prevenzione e nella ricerca su tumore alla prostata, tumore ai testicoli e salute mentale maschile. Temi spesso sottovalutati, se non addirittura taciuti.
Tutto ha origine nel 2012 a Sydney, da un’idea di Mark Hawwa. L’ispirazione è curiosa quanto efficace: ribaltare lo stereotipo del motociclista ribelle, “pirata della strada”, prendendo spunto dall’eleganza di Don Draper, protagonista della serie Mad Men. Nasce così una parata in cui i centauri abbandonano giubbotti di pelle e borchie per indossare giacca, cravatta e stile. Non è una corsa, non è un motoraduno: è una sfilata urbana, lenta e simbolica, dove il rispetto delle regole diventa parte integrante del messaggio di solidarietà.
Dieci anni fa quell’idea arriva a Sassari grazie a un gruppo di amici – Olindo Massarelli, Giovanni Ledda, Gianluca Pilo, Davide Finiu e Andrea Dore – che trasformano una passione condivisa in un progetto concreto. «Da 70 partecipanti iniziali – ha ricordato ieri mattina Massarelli, chirurgo di professione, durante la conferenza stampa a Palazzo Infermeria – si è passati ai 764 del 2025, con una crescita esponenziale che ha portato la città ai vertici nazionali».
Negli ultimi tre anni Sassari è stata la prima città italiana per donazioni raccolte, superando realtà ben più grandi. Nel 2026, a poche settimane dall’evento, sono già stati raccolti oltre 11mila euro, contro gli 8mila di Roma: numeri che raccontano meglio di qualsiasi slogan cosa sia diventato il Dgr da queste parti. In totale, in un decennio, sono stati più di 3.400 i partecipanti e più di 62mila euro i fondi destinati alla beneficenza. A livello globale, Sassari si piazza oggi al 53° posto su oltre mille città coinvolte.
Il 23 maggio il cuore dell’evento sarà piazza d’Italia, scelta non a caso. Come ha spiegato l’assessora alla Cultura Nicoletta Puggioni «portare l’evento in una piazza così centrale significa rendere visibile il messaggio, coinvolgere i cittadini, spiegare il perché di quella insolita sfilata di motociclisti in giacca e cravatta».
La giornata inizierà al mattino con il ritrovo e le tradizionali foto ricordo davanti al “Wall” (anche questo con misure da record). Alle 17.30 partirà il corteo dei gentleman biker: un serpentone elegante che attraverserà Sassari fino al mare, accompagnato dalla luce del tramonto, per poi rientrare in piazza tra musica e dj set. Per il decennale non mancano le novità: «Grazie alla generosità e al costante sostegno ricevuto negli anni dai fratelli Mele, tra tutti gli iscritti verrà sorteggiato il vincitore di una moto Triumph Thruxton 400 messa in palio da Triumph Sardegna. Mentre la gioielleria Maninchedda offrirà un orologio esclusivo della boutique Manì. Il premio è destinato al “Gentlefolk”, ovvero al partecipante che raccoglierà la maggiore somma di donazioni, dimostrando il massimo impegno per la causa».
Il Distinguished Gentleman’s Ride non è solo una celebrazione di stile o di motori. È la dimostrazione che una comunità può crescere attorno a valori condivisi, trasformando una passione individuale in un impegno collettivo. Prova ne sia la collaborazione encomiabile che gli organizzatori hanno ricevuto anche quest’anno da numerose attività commerciali e da professionisti del territorio, Sassari e Alghero in particolare. Ognuno a dare il proprio contributo per la riuscita del Dgr.
Dieci anni dopo la sua nascita in città, il Distinguished Gentleman’s Ride di Sassari è diventato un linguaggio, un rito collettivo, un modo elegante e potente per dire che la salute – fisica e mentale – riguarda tutti.
Durante la conferenza stampa è emersa con forza anche la dimensione “medica” dell’iniziativa. Il professor Massimo Madonia (direttore della Clinica Urologica dell’Università di Sassari) ha sintetizzato l’anima dell’evento con due concetti: «Passione per le moto e sensibilità per i temi della salute». Un appuntamento come il Dgr ha cioè un duplice obiettivo: divertimento e sensibilizzazione su benessere fisico e psichico. Ha poi snocciolato dati che non lasciano indifferenti ricordando che il tumore alla prostata rappresenta la patologia più diffusa tra gli uomini in Italia, con circa 41mila nuovi casi ogni anno. Un dato elevato che fortunatamente non si riflette in modo proporzionale sulla mortalità. Età superiore ai 50 anni e familiarità sono i principali fattori di rischio, mentre prevenzione e controlli regolari restano fondamentali: visita urologica, esami del sangue, ecografia. «Oggi – ha spiegato Madonia – gli interventi sono sempre meno invasivi, con tempi di recupero rapidissimi ma tutto dipende dalla tempestività della diagnosi».
Sul fronte psicologico, la professoressa Alessandra Nivoli (direttrice della Clinica Psichiatrica dell’Aou) ha posto l’attenzione su temi ancora più silenziosi: la depressione e il suicidio maschile. «Bisogna chiedere aiuto, non trasformare la sofferenza in vergogna. Il suicidio non è un gesto di coraggio né di viltà, ma l’esito estremo di una sofferenza che annulla ogni capacità di reagire». Nel mondo si registrano circa 727mila suicidi ogni anno, uno ogni 40 secondi, e tre su quattro riguardano uomini. «In Italia i casi giornalieri sono circa 10-11, ma in Sardegna il dato sale fino a 16-17, con una prevalenza maschile schiacciante». Non è un fenomeno che riguarda solo i giovani: «Il rischio aumenta con l’età, in particolare tra i 50 e i 70 anni, quando cambiano equilibri personali e sociali».
In questo contesto, il Dgr è occasione di confronto, strumento concreto per rompere il silenzio su temi ancora troppo poco discussi.
