Rendere la scuola sarda internazionale, esperti e docenti a confronto a Sassari
L’incontro vede come organizzatore l’istituto comprensivo “Antonio Gramsci” di Ossi
Sassari Si è svolto questa mattina, nell'auditorium del Polo Tecnico Devilla di via Monte Grappa, il seminario internazionale "Internationalisation at Home in Schools – Esplorare approcci inclusivi all'istruzione internazionalizzante", organizzato dall'Istituto Comprensivo "A. Gramsci" di Ossi in collaborazione con la Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg (FAU) e con il co-finanziamento del Programma Erasmus+.
All'incontro hanno preso parte docenti e dirigenti scolastici provenienti da numerose scuole del Nord Sardegna, insieme a studenti in formazione della FAU presenti in questi giorni a Ossi per una project week dedicata ai temi dell'internazionalizzazione e dell'inclusione.
Ad aprire i lavori è stata la dirigente scolastica dell'I.C. Gramsci di Ossi, Marcella Fiori, che ha sottolineato come "portare il mondo dentro la scuola" sia oggi una responsabilità che riguarda ogni istituto, anche e soprattutto nei territori più periferici. La relazione principale è stata affidata al Prof. Dr. Anatoli Rakhkochkine, ordinario di Scienze dell'Educazione alla FAU e specialista di Diversity Education e ricerca educativa internazionale, che ha illustrato come il concetto di Internationalisation at Home (IaH) consenta di offrire a tutti gli studenti — non solo a quelli che possono permettersi la mobilità all'estero — esperienze formative di respiro europeo e globale, attraverso il curricolo, i paesaggi linguistici del territorio, la valorizzazione dei docenti con esperienza internazionale e le reti locali.
La sessione interattiva, condotta dalla ricercatrice Madeleine Flötotto insieme agli studenti FAU, ha messo a confronto le pratiche delle scuole sarde con quelle bavaresi, evidenziando affinità inattese e differenze stimolanti: dal ruolo dell'eTwinning alla cooperazione con assistenti linguistici, dalle iniziative interculturali in classe alle collaborazioni con enti del territorio.
Il momento più significativo è arrivato in chiusura, durante il Q&A, quando dal confronto tra i docenti è emersa con naturalezza l'esigenza di costruire forme stabili di collaborazione e di networking tra le scuole del Nord Sardegna impegnate sui temi dell'internazionalizzazione inclusiva. Un'esigenza che nasce, paradossalmente, anche dalla consapevolezza delle difficoltà strutturali con cui gli istituti si confrontano quotidianamente – organici sotto pressione, risorse limitate, distanze geografiche – e che proprio per questo rende il "fare sistema" non più una scelta ma una necessità.
«L'internazionalizzazione at home non è un ripiego rispetto alla mobilità – ha osservato a margine la dirigente Fiori – è una strategia che mette al centro l'equità: tutti gli studenti, nessuno escluso, hanno diritto a guardare il mondo da scuola. E nessuna scuola, da sola, può farcela».
Una suggestione, quella della rete, su cui il dialogo tra gli istituti è destinato a proseguire nei prossimi mesi.
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