Sassari, maestra a processo per maltrattamenti: salta la sentenza ma per ora non potrà tornare tra i banchi
La sessantenne è accusata di presunti maltrattamenti nei confronti di alcuni bambini di 3 e 4 anni
Sassari È stata rinviata al primo ottobre per le repliche e la sentenza l’udienza nel procedimento davanti al gup Gian Paolo Piana che vede imputata la maestra sessantenne della scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo “Pertini-Biasi” di Sassari, accusata di presunti maltrattamenti nei confronti di alcuni bambini di 3 e 4 anni.
Il prossimo 28 maggio intanto scadrà la misura interdittiva disposta nei suoi confronti, anche se al momento l’insegnante non è destinata a rientrare in servizio. Nell’udienza di oggi, 14 maggio, si è svolta la discussione della difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Palmieri. Il legale ha chiesto in via principale l’assoluzione dell’imputata perché il fatto non sussiste e in via subordinata ha sollecitato una diversa qualificazione giuridica delle condotte contestate, chiedendo che vengano eventualmente ricondotte ai reati di percosse oppure, in alternativa, all’abuso dei mezzi di correzione.
Nel corso della scorsa udienza, il mese scorso, il pubblico ministero Angelo Beccu aveva già rivisto l’impostazione originaria dell’accusa, derubricando il reato da maltrattamenti ad abuso dei mezzi di correzione e chiedendo una condanna a quattro mesi di reclusione, ritenendo pur in presenza di comportamenti ritenuti inappropriati e fisicamente aggressivi non integrata una condotta sistematica tale da configurare il più grave reato di maltrattamenti. D
i diverso avviso la parte civile, rappresentata dall’avvocato Stefano Porcu per alcuni genitori degli alunni, che continua a sostenere la configurabilità del reato di maltrattamenti, ritenendo incompatibile qualsiasi forma di violenza con il ruolo educativo dell’insegnante.
L’inchiesta della squadra mobile era partita dopo le segnalazioni della dirigente scolastica e di alcuni operatori dell’istituto e le successive indagini, anche attraverso l’installazione di telecamere nella classe, avevano documentato secondo l’accusa episodi di strattoni, sculacciate, colpi e interventi fisici nei confronti dei bambini, fino all’arresto dell’insegnante nel maggio scorso e alla successiva sospensione dal servizio. Nel corso del procedimento la maestra aveva ammesso le difficoltà nella gestione della classe, facendo riferimento alla presenza di un bambino particolarmente problematico e alla mancanza di adeguato supporto, negando però la volontà di arrecare danno ai piccoli alunni e descrivendo gli episodi come interventi educativi e contenitivi.
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