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Sassari, museo del Novecento all’ex Carmelo: parte la gara per la progettazione

di Giovanni Bua
Sassari, museo del Novecento all’ex Carmelo: parte la gara per la progettazione

On line il bando per l’intervento da 2,5 milioni per il recupero dello storico complesso

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Sassari Parte la corsa per trasformare il Carmelo nel nuovo museo regionale dedicato all’arte del Novecento e del Contemporaneo. Il Comune ha pubblicato il bando per affidare la progettazione dell’intervento da 2 milioni e 550mila euro che punta a recuperare e rifunzionalizzare uno dei complessi storici più grandi e stratificati del centro. La gara riguarda la progettazione di fattibilità tecnico-economica, il progetto esecutivo e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione. L’affidamento avverrà con procedura aperta e criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Le offerte dovranno essere presentate entro le 8 del 15 giugno sulla piattaforma SardegnaCat. L’incarico professionale vale complessivamente 206mila euro. Dopo la firma del contratto il gruppo di progettazione avrà 75 giorni per consegnare il primo livello progettuale. Sono poi previsti fino a 30 giorni per eventuali adeguamenti richiesti durante la conferenza dei servizi o nella fase di verifica tecnica.

Una volta ottenuti i via libera, scatteranno i 65 giorni destinati alla redazione del progetto esecutivo, ai quali potranno aggiungersi altri 15 giorni per modifiche o integrazioni finali. Il bando specifica anche la composizione minima del gruppo di lavoro richiesto ai partecipanti. Dovranno essere presenti un coordinatore generale, professionisti esperti nel recupero di edifici analoghi, specialisti in strutture, impianti ed efficientamento energetico e il coordinatore della sicurezza. Il Comune richiede inoltre competenze specifiche sulle opere vincolate e sugli allestimenti museali. L’intervento riguarda il grande complesso del Carmelo, tra via Mercato, l’Archivolto del Carmine e viale Umberto.

Il nucleo originario dell’edificio risale al Seicento ed era nato come convento religioso. Nel tempo il complesso è stato ampliato e modificato più volte, soprattutto quando fu trasformato in caserma dei carabinieri. Proprio queste stratificazioni hanno prodotto un edificio molto articolato, con corpi differenti per epoca, forma e funzione. Il fronte storico lungo via Mercato mantiene ancora un disegno abbastanza unitario e integrato nel tessuto della città vecchia. Diversa invece la situazione verso viale Umberto, dove nel tempo si sono accumulati ampliamenti, edifici di servizio e superfetazioni realizzate durante l’utilizzo militare della struttura. Anche i cortili interni sono stati progressivamente occupati da aggiunte e modifiche.

Il progetto dovrà quindi affrontare insieme recupero storico, adeguamento tecnico e nuova organizzazione funzionale degli spazi. Una parte importante dell’intervento riguarderà il consolidamento strutturale e il risanamento conservativo dell’intero complesso. Sono già state eseguite le verifiche sulla vulnerabilità sismica dell’edificio e il futuro progetto dovrà partire proprio da quei risultati per definire gli interventi necessari alla messa in sicurezza. Previsti anche lavori di manutenzione straordinaria e il completo adeguamento degli impianti.

Il futuro museo dovrà infatti rispettare gli standard richiesti per il riconoscimento regionale: climatizzazione e controllo microclimatico per la conservazione delle opere, impianti elettrici e speciali, sistemi di sicurezza, illuminazione museale, accessibilità e servizi per il pubblico. Accanto alla parte edilizia c’è poi quella strettamente museale. Il finanziamento regionale è destinato infatti non solo al recupero dell’immobile ma anche al nuovo allestimento del museo.

Il Documento di indirizzo alla progettazione parla esplicitamente della creazione di percorsi di visita, soluzioni espositive innovative e spazi coerenti con il futuro piano di gestione culturale della struttura. L’obiettivo è realizzare un museo dedicato all’arte del Novecento e del contemporaneo con spazi destinati a esposizioni permanenti e temporanee, attività culturali e sistemi espositivi capaci di adattarsi a differenti linguaggi artistici. La progettazione dovrà quindi tenere insieme le esigenze conservative di un edificio storico vincolato e quelle di una struttura museale contemporanea.

Il museo del Carmelo rientra nel piano regionale di razionalizzazione e sviluppo del sistema museale sardo. La Regione aveva già individuato anni fa Sassari come sede di due nuovi poli culturali: il museo dedicato a Eugenio Tavolara nell’ex padiglione Isola e il museo del Novecento e del contemporaneo nel Carmelo. Nel 2019 è stata formalmente istituita la sede museale nell’ex convento e successivamente sono stati riprogrammati i finanziamenti destinati all’intervento. Il complesso, oggi inutilizzato, occupa una posizione strategica tra il centro storico e l’asse di viale Umberto e rappresenta uno dei grandi contenitori storici rimasti in attesa di rifunzionalizzazione nel cuore della città.

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