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Sassari

Enologia

Radizi, un tour alla scoperta dei vignaioli del Nord Ovest della Sardegna

di Enrico Gaviano
I gruppo dell'associazione Vinos vignaioli del nord ovest Sardegna
I gruppo dell'associazione Vinos vignaioli del nord ovest Sardegna

L’associazione Vinos oggi comprende 12 cantine del Coros, della Nurra e della Romangia

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Sassari Dodici vignaioli e un percorso comune: il vino come driver per far conoscere il Nord Ovest della Sardegna. L’Associazione Vinos (Vignaioli del nord ovest Sardegna) è nata nel 2023 e cresce, anno dopo anno, allargando il numero di aderenti e i propri orizzonti. L’associazione ha varato per il terzo anno il tour Radizi. Un titolo che è un programma, un manifesto di Vinos che si comprende anche dal sottotitolo: terra, tradizione e resilienza. Un press tour che è servito intanto a conoscere meglio aspetti profondi del nord ovest isolano oltre che le zone di produzione delle 12 aziende: il Coros, la Nurra e la Romangia. Territori in cui i vignaioli operano fra le Doc di Alghero e Moscato di Sorso e Sennori e le Igt Nurra e Romangia.

La rete di Vinos riunisce Azienda Agricola Giuliano Ruiu, Azienda Agricola Agreste, Azienda Agricola Leo Conti, Cantina Mario Bagella, Cantina Carpante, Ditta Giuseppe Pocobelli, Tenute Re Do, 3A Viticoltori, Cantina Sorres, Podere 45, Terre di Baquara, Vini Tramonti e Cantina Antonio Cargiaghe. Il progetto di Vinos è ambizioso ma affonda le proprie radici, ben piantate sul terreno come quelle delle viti, sulla collaborazione fra i soci e su un programma che non parla solo di vitigni, vini, uvaggi, metodi di produzione ma anche di storia, tradizioni, gastronomia e costumi, in una parola di territorio.

Il nord ovest è un’area tradizionalmente votata alla viticoltura e gli associati di Vinos lavorano su un’area in cui lavorano grandi aziende vitivinicole conosciute in tutto il mondo. Ma il punto non è quello di fare concorrenza ai giganti che vivono nella porta accanto, ma mettere in risalto le piccole aziende contribuendo alla tutela del territorio con l’etica della produzione e della sostenibilità. In questo senso il tour Radizi ha posto all’attenzione di operatori del settore diverse belle realtà territoriali.

«Facciamo Radizi per riportare l’attenzione sul legame tra il vino e il suo luogo d’origine – spiegano da Vinos –. Il protagonista dell’evento non è la cantina e tantomeno la singola etichetta, ma la connessione tra uomo, vitigno e suolo». Il programma ha parlato dunque di territorio. A cominciare dalle tradizioni gastronomiche: dalla Fainé nella tradizionale via Usai a Sassari, agli andarinos nella Fattoria Badde Cubas a Usini, dalle lumache e fave nella chiesa campestre di San Giovanni a Sennori, sino al maialetto arrosto nella trattoria sassarese l’Assassino. Il tutto ovviamente accompagnato dal vino, in particolare da un rosso risultante da un blend in cui sono presenti le uve dei 12 vignaioli e che è stato ribattezzato Divinos, un vero e proprio simbolo dell’unità di intenti dell’Associazione.

Ma si è parlato anche e molto di preistoria e storia e di origini del commercio nell’area del nord ovest della Sardegna. Sono state visitate le zone archeologiche di Elighe Entosu a Usini, Sant’Imbenia ad Alghero e il pozzo sacro di Serra Niedda a Sorso. Visite anche all’Argentiera e alla Fontana del Rosello a Sassari. Sempre a Sassari interessante visita al palazzo comunale. Due i laboratori: pasta fresca a Usini e la sartoria laboratorio Piroddu a Sennori. L’ultima giornata e stata dedicata alla sintesi: una master class in cui sono stati degustati vini dei dodici vignaioli dell’Associazione. Cagnulari, Vermentino e Cannonau in purezza ma anche diversi blend con un accompagnamento musicale scelto da Maurizio Pradelli, in un’originale mix sensoriale.

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