Sassari, un nuovo cero per i Viandanti: il Candeliere sarà pronto per la Faradda
L’opera sarà realizzata grazie alla Fondazione di Sardegna dalla Falegnameria Bussu
Sassari Non è soltanto un nuovo Candeliere. È un nuovo capitolo di una storia iniziata quasi quattro secoli fa, quando il 30 giugno 1633 i Viandanti diedero vita alla loro confraternita nella chiesa di Sant’Agostino, ponendo le basi di una tradizione che ancora oggi continua a emozionare la città. L’annuncio della realizzazione del nuovo cero è arrivato domenica 7 giugno - nel giorno del Corpus Domini - durante il tradizionale “Sorteggio degli Obrieri”, uno dei riti più antichi e sentiti della vita gremiale. Tra l’emozione dei presenti e lo sguardo rivolto alla prossima Faradda, il Gremio dei Viandanti ha comunicato la realizzazione di un nuovo Candeliere che farà il suo esordio già il prossimo 14 agosto. «Un’opera resa possibile grazie alla Fondazione di Sardegna – spiegano i gremianti – affidata alle mani esperte della Falegnameria Bussu e all’estro creativo dell’artista sassarese Franco Farina, con al contributo del Comune di Sassari».
Un progetto che nasce nel rispetto della tradizione ma con la consapevolezza di dover consegnare alle future generazioni un nuovo simbolo della corporazione. Per comprendere il significato di questo momento bisogna guardare alla storia del Gremio. Prima dello svolgimento del sorteggio, il Gremio ha annunciato anche l’istituzione della Floreria, organismo che avrà il compito di curare e coordinare l’organizzazione delle funzioni religiose e delle celebrazioni del sodalizio. A guidarla sarà il Prefetto Mattia Udassi, consacrato a Nostra Signora del Buoncammino. I Viandanti, antichi trasportatori e mercanti ambulanti che percorrevano le strade dell’isola quando nei piccoli centri era vietato aprire botteghe stabili, rappresentano una delle realtà più antiche e prestigiose della città.
Le loro origini affondano nella Confraria de Itria, attestata già nel Quattrocento, mentre la nascita ufficiale della Confraternidad de los Viandantes risale al 1633. La storia del Candeliere dei Viandanti è altrettanto affascinante. Dopo la separazione dai Carradori, il Gremio continuò a partecipare alla Faradda con la sola bandiera. Fu soltanto nel Novecento, dopo l’estinzione del Gremio dei Carradori, che il prezioso Candeliere settecentesco tornò ai Viandanti, diventando uno dei simboli più amati della Discesa. Quel Candeliere storico, risalente al XVIII secolo, continua ancora oggi a rappresentare un autentico tesoro artistico e devozionale. Nel 1978 il patrimonio del Gremio si arricchì con un secondo Candeliere, realizzato dall’artigiano Alfonso Russo e dipinto dall’artista sassarese Liliana Canu, una fedele reinterpretazione dell’originale che per decenni ha accompagnato i Viandanti nella Faradda alternandosi al manufatto storico. Adesso arriva il terzo Candeliere. Un evento raro nella storia della corporazione. Non una sostituzione, ma un arricchimento del patrimonio gremiale. Un nuovo simbolo destinato a dialogare con i suoi predecessori, portando con sé il peso della memoria e la responsabilità di rappresentare una comunità che custodisce tradizioni secolari. Per i Viandanti il Candeliere non è soltanto un’opera d’arte. È la materializzazione di una promessa, di un voto tramandato nei secoli, di una devozione che lega il Gremio a Nostra Signora del Buon Cammino, la patrona celebrata ogni anno nella chiesa di Sant’Agostino pochi giorni prima della Festha Manna. È il cuore stesso dell’identità gremiale che ogni 14 agosto danza per le vie della città tra gli applausi della folla e le note del piffero.
Durante la stessa giornata del Corpus Domini sono stati estratti gli Obrieri che guideranno il sodalizio nell’anno gremiale 2026-2027: Alessandro Carta è stato designato Obriere Maggiore, Nicola Senes Obriere di Candeliere e Simone Cossu Terzo di Bandiera. Ma quest’anno il pensiero di molti gremianti era rivolto soprattutto al futuro. All’ingresso di Andrea Carboni che, con meno di tre anni di età, è diventato il più giovane appartenente al Gremio. E a quel momento in cui il nuovo Candeliere apparirà per la prima volta agli occhi della città. Quando lascerà la cappella di Sant’Agostino e si unirà alla grande processione della Faradda. Quando, tra la folla assiepata lungo il percorso e le campane a festa, una nuova pagina della storia dei Viandanti inizierà il suo cammino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
