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L’iniziativa

Sassari, a suon di padel e di inclusione: in campo il progetto per i sordi

di Luca Fiori
Sassari, a suon di padel e di inclusione: in campo il progetto per i sordi

All’evento sostenuto dalla Fondazione di Sardegna anche l’atleta Jeff Onorato

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Sassari Non servono le parole per fare squadra. A volte bastano uno sguardo, un gesto, l’intesa costruita punto dopo punto dentro un campo da padel. È il messaggio più forte emerso da “A suon di padel”, il progetto promosso dall’Ente Nazionale Sordi di Sassari che, attraverso lo sport, ha trasformato la diversità in occasione di incontro e crescita reciproca.
L’iniziativa, ideata dalla vicepresidente dell’Ens Claudia Porcu e sostenuta con entusiasmo dalla Fondazione di Sardegna, si è sviluppata in due momenti, il convegno dedicato al tema dello sport come strumento di inclusione sociale, ospitato all’Hotel Pegasus, e il torneo conclusivo andato in scena allo Sporting Padel di via Milano.

Hanno partecipato al convegno raccontando le loro esperienze, Jeff Onorato pluricampione di sci nautico paralimpico che ha condiviso la propria esperienza sportiva e il valore della disciplina come percorso di crescita personale e Manolo Cattari psicologo e psicoterapeuta dello sport che, in compagnia dei suoi ragazzi, ha illustrato il progetto AlbatroSS. Marco Pistidda della Bonga Surf School di Porto Ferro ha sviluppato invece i progetti di Surf Therapy e inclusione rivolti in particolare alle persone neurodivergenti e con il morbo di Parkinson, attraverso attività che mettono al centro il benessere, la sicurezza e l’accessibilità dell’esperienza in mare. 
«Lo sport non è soltanto agonismo o svago, ma un linguaggio universale capace di unire persone con storie e abilità diverse», ha sottolineato Claudia Porcu durante l’incontro, moderato insieme all’istruttore di padel Giuseppe Cardin. Un concetto che ha trovato conferma nel corso avviato lo scorso novembre e culminato dopo venti ore di lezioni dedicate a persone sorde.

«È stata una bellissima esperienza – racconta Cardin – io ho insegnato le tecniche del gioco e loro hanno insegnato a me la lingua dei segni. Alla fine sento di aver ricevuto più di quanto abbia dato». Un percorso che ha coinvolto anche l’istruttrice Ginevra Ciafardini e che ha permesso agli insegnanti di apprendere nuove modalità comunicative, dal contatto visivo all’importanza di parlare lentamente, fino ai primi rudimenti della Lis. Nel padel, disciplina sempre più popolare e fortemente basata sulla collaborazione tra compagni di squadra, la comunicazione assume infatti un ruolo fondamentale. Per i giocatori sordi diventa indispensabile affidarsi allo sguardo, al linguaggio del corpo e alla capacità di leggere i movimenti dell’altro. «Le persone sorde ascoltano con gli occhi», spiega Claudia Porcu. Il torneo ha rappresentato il momento più concreto di questo percorso. In campo sono scese coppie miste, formate da persone sorde e udenti, in un clima di condivisione che ha trasformato la competizione in un’occasione di confronto umano.

Il vicesindaco Pierluigi Salis ha impugnato la racchetta e ha partecipato alla competizione in qualità di giocatore. Il tema dell’inclusione è stato al centro anche del convegno, reso completamente accessibile grazie alla presenza di interpreti della lingua dei segni e di sottotitoli in tempo reale. Tra gli intervenuti il presidente del Consiglio comunale Mario Pingerna e l’assessore alla Mobilità Massimo Rizzu. Sul fronte della comunicazione, il presidente dell’Ens Sardegna Sergio Cao ha evidenziato come le difficoltà delle persone sorde siano spesso sottovalutate: «Con il contributo di tutti è possibile abbattere le barriere che ancora esistono». Dello stesso avviso Ignazio Cao, presidente dell’Ens Sassari, che ha sottolineato il valore sociale, formativo e relazionale di progetti come “A suon di padel”. Nella giornata di sabato sono state organizzate due piccole competizioni: una riservata ai soli atleti sordi e vinta da Gavino Carta, una per coppie composte da sordi e udenti dove ha prevalso la coppia composta da Alberto Loi e Daniele Deffenu. Il successo dell’iniziativa ha già aperto la strada a una nuova edizione. 

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