Sassari, sono finite a vivere in auto a 60 anni: «Aiutateci» – L’appello delle sorelle Boi
Si trovano per strada da quasi un mese insieme ai loro cani
Sassari «È umiliante, non possiamo vivere così». Non trovano altre parole per descrivere la loro situazione le due sorelle Silvia e Bonnie Boi, rispettivamente 58 e 60 anni, che dal 21 maggio scorso vivono e dormono nel loro fuori strada. È quasi un mese ormai che passano le loro giornate troppo spesso sedute sul sedile e le nottate cercando di dormire qualche ora. L’automobile è parcheggiata sulla strada che fiancheggia il giardino di Li Punti: lì trovano l’ombra durante il giorno per proteggere dal caldo sé stesse e i loro tre cani, anche se iniziano a temere le ben più alte temperature estive. Non solo, però, a Li Punti hanno trovato anche il sostegno delle persone del quartiere che le ha adottate. C’è chi gli passa qualcosa da mangiare, chi gli permette di fare la doccia una volta a settimana, chi le aiuta anche solo facendogli ricaricare il cellulare. Oltre al disagio di non avere una casa e un lavoro, poi, Silvia e Bonnie vivono anche con la paura che gli portino via i loro amati segugi.
«I nostri problemi sono iniziati tanti anni fa, quando ancora vivevamo a Cagliari; abbiamo dovuto vendere la nostra casa di famiglia a causa di una controversia e deciso di venire a Sassari nel 2024. Purtroppo, poi, tutto è degenerato – racconta Silvia Boi – Quest’anno ho perso il lavoro e non siamo più riuscite a pagare l’affitto». Le due sorelle vivevano in una casa nelle campagne sassaresi, dove gli piacerebbe tornare, perché aveva un giardino ideale per i loro cani. E dove ancora sono tutte le loro cose, a cui sono affezionate e che presto dovrebbero portare via: il termine è fissato per il 28 giugno. «Ma dove potremmo portarle senza un posto dove vivere?».
Non vorrebbero né regali né carità, ma semplicemente un contratto regolare di lavoro. «Ho sempre lavorato – spiega Silvia – Per vent’anni sono stata amministratrice condominiale, ma ho tante altre competenze trasversali. E in ogni caso mi adatto a tutto. In questi mesi ci siamo arrangiate come abbiamo potuto. Ho fatto le pulizie, la lavapiatti. Un’attività è fallita e non sono riuscita nemmeno a prendere la disoccupazione». Ma non è tutto. «Purtroppo – continua – alla mia età è sempre più difficile. Mi propongono solo lavori in nero».
Come se non bastasse, sono state abbandonate da amici e parenti – solo un cugino gli dà una mano come può – e vivono con il terrore che gli portino via i cani. «I servizi sociali – spiegano – non vogliono occuparsi anche di loro. Ma metterli in canile non è una scelta opzionabile, significherebbe condannarli letteralmente a morte. Uno, in particolare, è anziano. Il nostro veterinario ha certificato per la polizia locale che sono in salute e che non stanno soffrendo».
Silvia e Bonnie, però, per fortuna non sono completamente abbandonate a loro stesse. Innanzitutto, sono assistite dagli avvocati Paola Demuru e Giuditta Alessio impegnate nella ricerca di una soluzione. E poi sono supportate dal quartiere. «Ci teniamo a ringraziare tutte le persone che qui a Li punti hanno prestato il loro aiuto e la loro calda solidarietà».
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