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Tornavano in Svizzera dopo il funerale del padre: l’odissea di una famiglia sulla Gnv Azzurra

di Giovanni Bua
Tornavano in Svizzera dopo il funerale del padre: l’odissea di una famiglia sulla Gnv Azzurra

Un gruppo di diciassette persone stava rientrando da Esporlatu: «Abbiamo avuto paura di morire»

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Sassari. Erano appena ripartiti dalla Sardegna dopo aver accompagnato il padre nell’ultimo viaggio verso la sua Esporlatu. Ma il rientro in Svizzera per diciassette familiari si è trasformato in una notte di paura a bordo della Gnv Azzurra, costretta a rientrare a Porto Torres dopo un principio di incendio nella sala macchine.

La famiglia aveva raggiunto il paese del Goceano per esaudire l’ultimo desiderio di Giuseppe, quello di essere sepolto nella sua terra d’origine. Dopo i funerali celebrati nei giorni scorsi, figli, figlie, generi, nuore e nipoti avevano ripreso il viaggio verso la Svizzera, dove ormai vivono stabilmente.

Imbarcati sul traghetto partito da Porto Torres ieri, venerdì 19 giugno, alle 18.15 e diretto a Genova, durante la navigazione si sono ritrovati al centro dell’emergenza che ha coinvolto la nave. Il principio di incendio si è verificato mentre il traghetto si trovava in acque francesi, al largo della Corsica. La nave, che si trovava a circa venti miglia a nord di Punta Scorno, all’Asinara, e a ventisei miglia a sud-ovest della Corsica, è stata costretta a invertire la rotta e a rientrare a Porto Torres assistita da un rimorchiatore.

«Stavamo finendo di cenare nella pizzeria della nave – racconta una componente del gruppo familiare – quando abbiamo sentito un forte rumore provenire dai motori. Poco dopo il fumo ha iniziato a invadere alcuni ambienti e l’equipaggio ci ha invitato a raggiungere i punti di raccolta sui ponti perché si stava verificando un incendio nella sala macchine. In quel momento abbiamo avuto davvero paura di morire».

A raccontare le ore successive è Gianni Canu, ex vicesindaco di Esporlatu e zio di Giuseppe, che in questi giorni ha ospitato i parenti arrivati dalla Svizzera. «Finalmente sono sbarcati – spiega –. Dopo il grande spavento è arrivata la stanchezza per una traversata interminabile. Hanno trascorso la notte sul ponte e i disagi sono stati notevoli, soprattutto per i bambini. Nonostante tutto hanno deciso di imbarcarsi sulla nave messa a disposizione dalla compagnia e già stasera ripartiranno verso la Svizzera. Non vedevano l’ora di tornare a casa».

Per la famiglia il viaggio si è concluso senza conseguenze fisiche, ma con il peso di una vicenda che ha segnato gli ultimi giorni trascorsi in Sardegna. «Dispiace – conclude Canu – che un momento così importante per tutta la comunità, come il ritorno di Giuseppe a Esporlatu, sia finito in questo modo. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma poteva andare molto peggio».

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