Sassari, Tanino fa ballare il Candeliere per l’ultima volta
Il Capocandeliere del gremio dei Fabbri passa la mano dopo venti edizioni della Faradda
Sassari Ci sono uomini che, con il passare degli anni, finiscono per diventare il simbolo stesso di una tradizione. Per il Gremio dei Fabbri quel simbolo è Tanino Denurchis, 62 anni, che ha annunciato ai gremianti una decisione destinata a segnare la storia del Candeliere: la Faradda del 2026, la ventesima consecutiva alla guida dei Fabbri, sarà la sua ultima da Capocandeliere.
Si chiude così un capitolo iniziato nel 2007, quando proprio sotto la sua guida il Candeliere dei Fabbri scese per la prima volta nella Discesa dei Candelieri ed entrò nella chiesa di Santa Maria di Betlem, un momento storico che da allora non ha mai smesso di emozionare i sassaresi. Da quel giorno Tanino è rimasto l’unico Capocandeliere che il Gremio abbia mai avuto, affrontando ogni Faradda con lo stesso spirito di servizio, lo stesso rispetto per la tradizione e la stessa responsabilità verso i suoi portatori.
Chi lo conosce sa che dietro ogni discesa c’è sempre stata una preparazione meticolosa, fatta di sacrificio, insegnamenti e dedizione. Lo raccontavano anche le sue emozioni, confidate alla Nuova Sardegna alla vigilia della festa dello scorso anno: «Non ho chiuso occhio, ma non è la stanchezza: è il peso della storia, è l’onore di chi porta sulle spalle una promessa». Parole che spiegano meglio di qualsiasi altra cosa cosa abbia rappresentato per lui questo incarico. In vent’anni ha formato decine di portatori, trasmettendo loro non solo la tecnica della discesa, ma soprattutto il senso di appartenenza, il rispetto per il Candeliere e l’amore per una delle feste più identitarie della Sardegna. L’annuncio è stato accolto con grande emozione dal Gremio dei Fabbri che, pur con inevitabile tristezza, ha condiviso la sua scelta, ringraziandolo per aver comunicato con anticipo la decisione di lasciare il ruolo, consentendo così di preparare il futuro con la serenità che un passaggio così importante merita. «Grazie Tanino per averti preso questa responsabilità e per aver annunciato il tuo riposo prima, e non dopo, la tua ultima Faradda – hanno detto i gremianti – grazie per come hai formato e seguito i diversi portatori che si sono alternati in questi 20 anni. E infine grazie Tanino per la dedizione alla causa che hai sempre mostrato, anche nei momenti più difficili». Il legame con il Gremio, però, non si interromperà: su richiesta dei Fabbri, Tanino continuerà a far parte dell’organizzazione, mettendo la sua esperienza al servizio delle nuove generazioni. La Faradda del 2026 avrà così un significato speciale, perché sarà l’ultima corsa dell’uomo che più di ogni altro ha legato il proprio nome al Candeliere dei Fabbri. Una lunga corsa fatta di passione, fede, sacrificio e amore per Sassari, destinata a lasciare un segno profondo nella memoria del Gremio e della città.
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