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Sassari

La palazzina liberty

Sassari, Casa Cugurra ritorna a splendere: terminato il restauro della parte segreta

di Luca Fiori
Sassari, Casa Cugurra ritorna a splendere: terminato il restauro della parte segreta

Dopo il lavori sulla facciata di via Roma recuperato il lato sul cortile interno

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Sassari C’è un’altra faccia di Casa Cugurra che per oltre cent’anni è rimasta nascosta agli occhi della città. Non guarda via Roma, non si lascia ammirare dai passanti che ogni giorno attraversano il centro davanti al tribunale. È quella che si affaccia sul cortile interno della Regione, visibile soltanto in rare occasioni, come durante Monumenti Aperti.

Eppure è proprio lì che si conserva uno dei capitoli più affascinanti della storia decorativa del palazzo liberty. È su questo prospetto, risalente alla seconda metà dell’Ottocento e rimasto lontano dagli sguardi dei sassaresi, che si è concentrato il nuovo intervento di restauro concluso nel 2025, un’opera che completa idealmente quella realizzata tra il 2011 e il 2013 sulla celebre facciata principale di via Roma.

Se allora la città aveva riscoperto uno degli esempi più preziosi dell’architettura liberty sassarese, oggi torna a splendere anche il suo lato più riservato, dove sopravviveva un raffinato apparato decorativo policromo ormai quasi cancellato dal tempo. Il progetto è stato curato dall’architetto Alessio Deroma, progettista e direttore dei lavori, mentre il delicato recupero delle superfici decorate è stato affidato a Manola Carta, restauratrice di beni culturali di San Sperate.

A eseguire l’intervento è stata la Gpm Restauri di Pietro Mele, di Pozzomaggiore, sotto la costante supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro, che ha autorizzato tutte le lavorazioni seguendone l’intero iter e contribuendo economicamente al recupero. Ancora una volta un ruolo fondamentale è stato svolto dall’amministratrice del condominio, Caterina Rassu, che ha accompagnato anche questa seconda fase del recupero di uno degli edifici simbolo del centro storico. Il cantiere ha riportato alla luce una decorazione di straordinaria eleganza, ma prima è stato necessario affrontare un degrado profondo provocato soprattutto dall’acqua.

Le infiltrazioni provenienti dalla copertura e dai pluviali avevano lentamente dilavato le pitture, provocando distacchi dell’intonaco, rigonfiamenti, fessurazioni e l’ossidazione degli elementi metallici inglobati nella muratura. Vecchie riparazioni eseguite con il cemento, cavi elettrici sistemati senza alcun riguardo per le decorazioni, muffe, muschi e depositi di polveri avevano ulteriormente compromesso la leggibilità dell’intero prospetto. Il restauro è iniziato con il consolidamento delle parti pericolanti mediante microiniezioni di malta a base di calce naturale, la rimozione dei materiali incongrui e il trattamento degli elementi metallici corrosi, per poi proseguire con una lunga e paziente pulitura eseguita con pennelli, spugne e specifici trattamenti biocidi.

Solo allora sono riemersi i colori originari: il fondo ocra, le cornici in rosso Siena, le decorazioni geometriche realizzate con la tecnica dello stencil, i motivi floreali ripetuti lungo tutta la facciata e le raffinate corone di foglie d’alloro con bacche e nastri che impreziosiscono il sottogronda. Dove il tempo aveva cancellato definitivamente la decorazione, si è intervenuti con reintegrazioni pittoriche eseguite a velatura, rispettando i principi del restauro conservativo e rendendo sempre distinguibili le parti ricostruite da quelle originali.

Un lavoro silenzioso, quasi invisibile ai più, ma di enorme valore storico e culturale, che restituisce completezza a Casa Cugurra e permette di salvare un patrimonio che rischiava di scomparire definitivamente. Se il prospetto di via Roma continua a rappresentare il volto più conosciuto dell’edificio, quello che si affaccia sul cortile della Regione racconta invece una storia più intima e nascosta, fatta di decorazioni ottocentesche, maestranze specializzate e pazienza artigianale, ricordando come anche ciò che normalmente resta fuori dagli occhi dei cittadini possa custodire una parte importante della memoria e della bellezza di Sassari.

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