Sassari, il centro storico ritorna a vivere attraverso le Vie dei Gremi
Le antiche corporazioni hanno aperto le porte delle proprie sedi per una serata di musica e buon cibo
Sassari La febbre della Faradda cresce di giorno in giorno. Giovedì sera il conto alla rovescia verso la Discesa dei Candelieri è entrato ancora di più nel vivo con la prima tappa de Le Vie dei Gremi, la manifestazione che ha aperto alla città le sedi dei Gremi dei Viandanti, Muratori, Falegnami, Sarti e Calzolai. Dopo l’esperimento del 2025, l’iniziativa ha incontrato anche quest’anno il favore del pubblico.
Al calare del sole, i vicoli di pietra del centro storico si sono trasformati nel palcoscenico della Sassari più autentica: quella della convivialità, della vita lenta e delle tradizioni che resistono alla ruggine del tempo. È una Sassari romantica e scanzonata quella che ha riempito le strade, regalando nuova linfa a un centro storico che da troppo tempo implora di essere vissuto e ripopolato. Nell'aria si mescolavano i profumi delle prelibatezze tipiche della cucina turritana: carne arrosto, pecora bollita, gnocchetti con purpuzza, fave a ribisari e le mitiche melanzane rigorosamente aglio e prezzemolo adagiate con sapienza su griglie roventi. Intanto in piazza Sant'Antonio i bambini rincorrevano un pallone tra le risate e le note delle canzoni di Giovannino Giordo, eseguite dai musicisti che hanno accompagnato la serata. Una grande festa diffusa che ha coinvolto le sedi dei Viandanti in via Martino Bologna, dei Muratori a Porta Sant'Antonio, dei Falegnami in largo Casaggia, dei Sarti in via Infermeria San Pietro e dei Calzolai in via Sant'Elisabetta, dove le porte aperte dei Gremi hanno accolto i visitatori in un'atmosfera di condivisione e appartenenza.
Per i gremi, questa iniziativa rappresenta molto più di un semplice evento collaterale estivo pre candelieri: è l'occasione per raccontare la propria identità, custodita e tramandata di generazione in generazione. In Largo Infermeria San Pietro ci si imbatte nella sede del Gremio dei Sarti, antica associazione di mestiere nata in età comunale tra il XIII ed il XIV secolo sotto l’invocazione di Nostra Signora di Montserrat, qui a fare da cicerone entro suggestive pareti di tappezzeria giallo oro c’è l’obriere maggiore Mirco Moracini «Non stiamo aprendo soltanto le porte di casa, ma soprattutto quelle della nostra storia, che attraversa ben cinque secoli – dice con la fronte imperlata di sudore ma felice –. Il nostro è un gremio che vive tutto l'anno: oltre ai preparativi per la Faradda, promuoviamo iniziative culturali e momenti di aggregazione perché le tradizioni che abbiamo oggi possano continuare a vivere nel futuro».
Sorride una signora anziana affacciata alla finestra in via Sant’Apollinare, mentre osserva stupita il via vai di persone farsi strada tra i vicoli della città vecchia «Sono contenta di vedere il mio amato centro storico ripopolarsi, anche solo per una sera. Vorrei che fosse sempre così».
Se il Pollicino di Perrault usò le molliche di pane per ritrovare la strada di casa, ieri sera i visitatori hanno seguito il profumo della pancetta arrostita sulla "grabiglia" per raggiungere la sede dei Viandanti in via Martino Bologna.
«Sono giorni di grande trepidazione e per noi aprire i battenti a tutta la cittadinanza è molto significativo – spiega Simone Cossu, presidente del Gremio dei Viandanti –. Queste occasioni sono utili per rivitalizzare il centro storico, specie negli ultimi tempi».
Intanto in piazza Sant’Antonio, sotto lo sguardo imponente dell’ex hotel Turritania e della colonna di Eugenio Tavolara, decine di persone sono in coda per gustare le prelibatezze cucinate dal Gremio dei Muratori: gnocchetti al sugo con purpuzza e pecora in umido. E sembra di fare un tuffo nel passato, quando gli occhi si soffermano su alcuni bambini che giocano a pallone senza il pensiero ossessivo del digitale, accarezzati dal vento e dalla chitarra che strimpella allegra.
«Tornare a frequentare il centro e metterlo in moto con i Gremi: sono questi gli obiettivi più importanti dell’iniziativa, al di là del preludio della Faradda – ha detto il sindaco Giuseppe Mascia –. Eventi come questo rappresentano anche una forma di presidio continuo di centro storico vissuto. Presidio in senso culturale, sociale e politico che fanno bene alla città».
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