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Sassari

Una vita in divisa

Sassari, dalla guerra alla mafia ai delitti sardi: Deriu saluta l’Arma dopo 41 anni

di Luca Fiori

	Antonello Deriu in borghese insieme al generale di Brigata Francesco Rizzo
Antonello Deriu in borghese insieme al generale di Brigata Francesco Rizzo

Per l’investigatore-fotografo non è un addio: «Carabiniere per sempre»

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Sassari A 19 anni si trovò nel cuore della guerra di mafia. Quarantuno anni dopo, Antonello Deriu compie 60 anni e chiude una lunga stagione nell’Arma dei Carabinieri con un bagaglio di indagini, arresti, delitti e storie difficili da dimenticare. Dalla Sicilia alla Sardegna, dai Corleonesi alla lotta alla droga, fino alla tutela del mare. Il 15 agosto ha compiuto 60 anni, ma la sua storia professionale era cominciata molto prima. Nel 1985, a Monreale, alle porte di Palermo, dove la violenza mafiosa aveva appena colpito duramente l’Arma.

Giovane carabiniere, ma già con una preparazione militare specialistica, Deriu viene coinvolto nelle attività investigative sulla criminalità organizzata. Sono gli anni della guerra tra Corleonesi e famiglie palermitane, delle indagini condotte accanto a magistrati di primo piano e di una stagione in cui anche un normale servizio poteva trasformarsi in una situazione di estremo pericolo. Un episodio particolarmente delicato, nel quale viene coinvolto insieme a un alto ufficiale, segna una svolta: il trasferimento al Comando Generale di Roma, negli anni in cui prende forma il futuro Ros. Dopo cinque anni torna in Sardegna.

A Porto Torres entra nel Nucleo Operativo e partecipa alle indagini successive alla strage di Chilivani. Poco dopo contribuisce alle attività che portano all’arresto dei responsabili di un efferato omicidio nella zona di Platamona. Poi arriva la lotta alla droga. Prima Porto Torres, quindi Alghero, dove l’eroina comincia a mietere vittime. Deriu si distingue nelle attività investigative e, successivamente, al Nucleo Investigativo di Sassari, affronta inchieste sempre più complesse sul traffico di stupefacenti, con operazioni anche fuori dall’Isola e all’estero. Dopo dieci anni al Nucleo Investigativo cambia ancora settore e approda ai Nas, una scelta maturata anche attraverso le segnalazioni di persone fragili che incontravano difficoltà nelle strutture pubbliche. Un’esperienza che amplia ulteriormente il suo percorso professionale. Fuori dal servizio cresce intanto la passione per il mare. Deriu organizza squadre di volontari e promuove iniziative per la tutela dei fondali dell’area marina protetta di Alghero, coinvolgendo associazioni, scuole, enti e Carabinieri. La fotografia diventa un altro strumento per raccontare l’ambiente, con mostre dedicate alla salvaguardia del pianeta e alla riduzione della plastica.

Dopo 41 anni di divisa, Deriu parla di una pausa, non di un addio: «Quello di oggi non è un addio ma un semplice ci vediamo domani. Sarà un breve periodo di riposo da cui intendo estrapolare il nettare di questi 41 anni di servizio e trasformarlo in messaggio. Continuerò con altre attività esterne connesse al mio servizio e alle mie passioni». Dalla guerra di mafia alle inchieste sarde, dai delitti alla droga, fino al mare. A 60 anni, per Antonello Deriu, la parola fine non è ancora scritta.

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