Trepy lascerà domani la terapia intensiva, i medici: «Non ricorda che ha rischiato di annegare»
Conferenza stampa all’Aou di Sassari, il presidente del Cagliari Giulini: «Una esperienza terribile». L’incontro con mister Pisacane
Sassari La prima cosa che ha fatto, poco dopo aver riaperto gli occhi, è stata correggere la pronuncia del suo nome. Poi Yael Trepy ha guardato la dottoressa Stefania Milia e ha chiesto: «Che faccio qui? Ho avuto un incidente?». Non ricordava nulla, ma era sveglio, vigile e collaborante. E soprattutto senza deficit neurologici.
È stato il momento più bello dopo due giorni di paura per il ventenne attaccante del Cagliari, ricoverato al Santissima Annunziata di Sassari, dopo aver rischiato di annegare domenica in una piscina tra Porto Cervo e Baja Sardinia. Il sorriso di Trepy ha segnato la svolta di una storia che poteva avere un epilogo drammatico.
«È stata la cosa più brutta che ho vissuto in 13 anni di presidenza», ha raccontato il presidente del Cagliari Tommaso Giulini nella conferenza stampa organizzata ieri pomeriggio dall’Aou di Sassari, insieme al direttore generale Serafinangelo Ponti e alla direttrice della Terapia Intensiva Stefania Milia. Giulini ha ricostruito quei minuti drammatici. Trepy aveva dormito al sole per due o tre ore, poi era entrato in piscina ed era scivolato dalla parte bassa a quella profonda. Il giovane, secondo quanto riferito dal presidente rossoblù, non sa nuotare. Una ragazza ha dato l’allarme e un compagno e un ex compagno si sono tuffati per riportarlo in superficie. «Lo hanno trovato a pancia in giù, rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza».
I soccorsi dell’Areus sono arrivati in meno di cinque minuti. «Bastava poco di più per avere una situazione molto più grave, forse fatale», ha sottolineato Giulini. In circa dieci minuti Trepy era già intubato. «Non abbiamo rilevato alcuna altra sostanza», ha precisato Milia, confermando che gli accertamenti non hanno evidenziato alcol o sostanze stupefacenti nel sangue. Il quadro iniziale era critico soprattutto sul piano respiratorio, per la grande quantità d’acqua aspirata.
In Terapia intensiva a Sassari il calciatore è stato sottoposto a ventilazione meccanica, sedazione e blocco neuromuscolare. Poi il miglioramento, fino alla sospensione della ventilazione e all’estubazione. «Abbiamo potuto svegliarlo e rilevare l’assenza di criticità neurologiche – ha spiegato Milia – Yael respira bene». La direttrice ha ringraziato anche i colleghi di Radiologia, Laboratorio analisi e Microbiologia e tutto il personale del Santissima Annunziata.
«Un lavoro di équipe fondamentale, dal bordo di quella piscina a oggi». Trepy resta per ora in Terapia intensiva, ma già da oggi potrebbe essere trasferito in un reparto più adeguato, con il dottor Carlo Pinna Parpaglia, direttore della Medicina d’Urgenza di Sassari, pronto a seguirne il percorso. «Se tutto va bene non penso a una degenza troppo lunga», ha detto Stefania Milia. Per il ritorno al calcio, invece, serviranno successive valutazioni specialistiche. Il direttore generale dell’Aou Ponti ha voluto respingere la parola «miracolo» utilizzata per descrivere il salvataggio. «Non è un miracolo, ma il frutto di buona sanità, di un lavoro egregio di tutto l’apparato della sanità sarda».
Un riconoscimento all’Areus e a tutti gli operatori, dagli Oss ai medici, dagli infermieri agli anestesisti, che hanno lavorato lontano dai riflettori. Giulini ha ringraziato - anche a nome della famiglia del calciatore - tutto il personale sanitario e in particolare la dottoressa Milia, il medico sociale del Cagliari Gabriele Cirillo e il fisioterapista Simone Ruggiu, rimasti a Sassari accanto al giovane attaccante. Nel frattempo ieri pomeriggio Trepy ha ricevuto la visita dell’allenatore Fabio Pisacane, del direttore sportivo Pietro Accardi, dell’allenatore della Primavera Roberto Muzzi e del suo agente Edoardo Oggianu. Dopo la tensione e la paura, in quella stanza è tornata anche la normalità, come raccontano le foto pubblicate dal Cagliari calcio sui social. Il giovane ha riso e scherzato prima con Pisacane e Muzzi e poi con il presidente Giulini, regalando finalmente ai suoi compagni e agli uomini del Cagliari il sorriso che aspettavano. Pisacane, all’uscita dalla Terapia intensiva, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Muzzi si è limitato a dire: «Per fortuna sta bene, siamo molto felici». E in quelle poche parole c’è tutto il sollievo di una squadra che, dopo aver trattenuto il fiato per due giorni, per un ragazzo di appena vent’anni, ora può finalmente riprendere a respirare e a concentrarsi sul campionato alle porte.
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