Momenti di tensione al Pronto soccorso di Sassari: detenuto aggredisce medici e agenti penitenziari – Che cosa sappiamo
Tragedia sfiorata, per il sindacato non è sufficiente affidarsi al sangue freddo degli operatori
Sassari Momenti di tensione nella serata di oggi 20 agosto intorno alle 22, al Pronto soccorso di Sassari, dove un detenuto della Casa circondariale di Bancali, accompagnato dalla Polizia penitenziaria per accertamenti dopo aver riferito di aver ingerito due lamette, avrebbe dato in escandescenze nell’area di attesa. Secondo quanto riferito dal Sappe, l’uomo avrebbe preteso di essere visitato subito da un medico, poi avrebbe spezzato un’asta portaflebo tentando di usarla contro gli agenti e avrebbe scagliato una pompa infusionale verso il personale medico.
Durante l’intervento avrebbe anche tentato di sfilare il cinturone a uno degli operatori. I tre agenti presenti sono riusciti a bloccarlo e ad ammanettarlo, riportando la situazione sotto controllo. Il Sappe elogia la professionalità degli operatori e, attraverso il segretario regionale Luca Fais e il delegato nazionale Antonio Cannas, torna a chiedere la realizzazione di camere di sicurezza o ambienti protetti negli ospedali per la gestione dei detenuti. «Gli spazi dedicati consentirebbero di garantire maggiore sicurezza agli agenti, al personale sanitario e ai cittadini presenti nei Pronto soccorso», sostengono Fais e Cannas, esprimendo solidarietà ai colleghi coinvolti. Per il sindacato, non è sufficiente affidarsi al sangue freddo degli operatori: servono strutture e strumenti adeguati per prevenire episodi che potrebbero avere conseguenze più gravi.
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