La chiesa della Consolata ha un nuovo parroco: «Insegnerò religione nelle scuole, d’estate chiesa aperta dalle 6 alle 23»
Porto Torres, don Giovanni Falconi ha 32 anni ed è di Ittiri: è stato ufficialmente nominato dal vescovo
Porto Torres La parrocchia della Beata Vergine della Consolata ha un nuovo parroco nominato ufficialmente dall’arcivescovo di Sassari monsignor Francesco Antonio Soddu. Si tratta di don Giovanni Falconi, 32 anni, di Ittiri: la cerimonia del suo insediamento si è tenuta alla presenza dei fedeli e del sindaco Massimo Mulas, con una funzione solenne presieduta da monsignor Antonio Tamponi, vicario generale dell’Arcidiocesi di Sassari, e concelebrata dai sacerdoti delle chiese turritane.
Il vescovo cosmopolita di Sassari gli aveva affidato nei mesi scorsi anche l’ufficio di vicario parrocchiale della basilica di San Gavino, guidata da monsignor Salvatore Masia. La carriera ecclesiastica di don Falconi è cominciata con due anni nel seminario Sassari e cinque anni in quello di Cagliari, dove ha conseguito la laurea in Teologia.
Nei successivi tre anni ha studiato a Padova, dove ha ottenuto la specializzazione in Teologia pastorale. «Ho chiesto al vescovo di poter insegnare Religione nelle scuole – rivela don Falconi -, richiesta accolta, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla chiesa: la parrocchia della Consolata, tra l’altro, si trova in pieno centro storico, zona molto frequentata dai giovanissimi. Durante il periodo estivo ho deciso di tenere la chiesa aperta per gran parte della giornata, dalle 6 del mattino alle 23, e posso dire che sono centinaia le persone che vi entrano dentro, per visitarla o per rivolgere una preghiera alla Madonna».
Nel 2028 è previsto il bicentenario della costruzione della chiesa, edificio di culto che però non gode di buona salute a causa di alcuni problemi strutturali ben conosciuti dagli enti pubblici. Il Comune ha già presentato alla Regione il progetto per i lavori di consolidamento statico della chiesa della Consolata – accompagnato dalla richiesta di finanziamento pari a 580mila euro – per poter eliminare quelle criticità relative sia al corpo della navata principale e sia ai locali che riguardano la sacrestia e il locale del deposito. Ci sono poi i danni causati dal vento e la situazione di degrado riferita alla parte esterna della chiesa rivolta alla via Ponte Romano. Una zona dalla quale c’è un cedimento legato alle fondazioni. Si tratta di due problematiche correlate tra loro, perchè il movimento della muratura ha causato un trascinamento delle strutture orizzontali dei due ambienti. «Il desiderio – aggiunge il nuovo parroco - è quello di vedere una chiesa completamente restaurata in occasione del bicentenario. Chiederemo degli aiuti pubblici o privati, senza pretenderli, ossia qualsiasi contributo che vada in direzione della ristrutturazione dell’edificio. Una grossa mano alla parrocchia arriva per esempio dalle Vincenziane che, nel silenzio, si adoperano per dare un supporto ai nuclei familiari che soffrono dal punto di vista economico».
Attorno alla chiesa della Consolata, inoltre, orbitano quattro comitati formati da decine di persone: Santa Rita, Beata Vergine della Consolata (compagnia portuale), San Pietro (pescatori) e San Pio da Pietralcina. La missione di don Giovanni Falconi è già iniziata da quando svolgeva la funzione di vice parroco, nei mesi scorsi, ed è sempre quella di accompagnare la comunità turritana lungo il suo cammino di fede e di gestire i beni del luogo di culto dov’è amministratore.
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