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Allarme cinghiali nel Sassarese, ok agli abbattimenti: l’obiettivo è contenere la crescita sul territorio

Allarme cinghiali nel Sassarese, ok agli abbattimenti: l’obiettivo è contenere la crescita sul territorio

Il piano di eradicazione approvato da Ispra e Regione: tra gli strumenti utilizzabili ci sono recinzioni elettrificate, catture e abbattimenti selettivi

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Sassari Sono già circa 740 le autorizzazioni rilasciate ai privati per l’abbattimento dei cinghiali attraverso coadiutori nell’area metropolitana di Sassari, con una media di circa 15 interventi al giorno per quattro giorni alla settimana. E ora la Città Metropolitana punta a rafforzare ulteriormente il piano di controllo, chiedendo di poter utilizzare anche le battute con l’ausilio dei cani da seguita. Il piano, approvato con il parere favorevole di Ispra e Regione per il periodo 2023-2027, resta in vigore fino al 31 dicembre del prossimo anno mentre è in corso il suo aggiornamento.

L’obiettivo è contenere la crescita della popolazione dei cinghiali nelle aree esterne ai centri abitati, limitando soprattutto i danni alle produzioni agricole e agli allevamenti e, progressivamente, la pressione sulle zone urbane. Grazie all’impulso della Città Metropolitana sono state attivate circa 740 autorizzazioni a privati. Il sistema consente di intervenire per circa quattro giorni alla settimana, con una media di una quindicina di operazioni quotidiane. Il programma prevede anche il monitoraggio costante della presenza degli animali e dei danni provocati. Tra gli strumenti utilizzabili ci sono recinzioni elettrificate e dissuasori, catture e abbattimenti selettivi, con il coinvolgimento degli enti pubblici, degli operatori e degli altri soggetti presenti sul territorio.

La strategia parte dalle campagne, dove la presenza dei cinghiali produce gli effetti maggiori, con l’obiettivo di ridurre anche la pressione sui centri abitati. Se queste misure non dovessero essere sufficienti, il piano prevede la possibilità di estendere gli interventi alle aree urbane attraverso il coordinamento delle istituzioni competenti. La Città Metropolitana ha inoltre avviato le procedure per mettere a disposizione dei 67 Comuni nuovi strumenti di intervento e monitoraggio, insieme all’esperienza del settore Ambiente e Sviluppo sostenibile diretto da Gianni Milia. Per rendere più efficace il piano, l’ente ha chiesto a Ispra e all’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente di integrare le modalità operative già previste. In particolare è stata proposta l’introduzione della «battuta con l’ausilio di cani da seguita» come strumento aggiuntivo per il controllo della popolazione dei cinghiali, nel rispetto delle prescrizioni tecniche e della normativa. Il piano resterà quindi operativo mentre procede l’iter per il suo aggiornamento, con l’obiettivo di aumentare gli strumenti a disposizione per affrontare un problema che riguarda insieme sicurezza, attività agricole e gestione del territorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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