I Mad Dog a X-Factor: «Grazie Sassari, la nostra città ci ha sempre sostenuti»
La band dopo il primo step superato con quattro sì, standing ovation e giudici entusiasti: «Siamo felici, prima eravamo terrorizzati, poi sul palco l’ansia scompare»
«Ancora non riusciamo a crederci, è molto difficile da realizzare e probabilmente non lo realizzeremo mai, però è bellissimo perché è un'opportunità che abbiamo sempre sognato di vivere ed è tutto quello che potevamo chiedere alla vita». A raccontarci un’emozione ancora travolgente e palpabile è Renato Marchisio, 17 anni, frontman della band sassarese indie garage rock “Mad Dog”, che nella puntata andata in onda giovedì 10 settembre ha superato le prime audizioni di X Factor, incassando quattro sì dalla giuria.
Così il viaggio continua per Renato Marchisio alla voce e chitarra, Davide Dore al basso, Luca Pintus alla chitarra e Jacopo Sale alla batteria. Sono tutti studenti, due liceali, classico e scientifico, e due universitari, lettere e beni culturali. I social della trasmissione li hanno già battezzati “Gli Arctic Monkeys di Sassari”. I commenti sono tutti entusiasti: «Finalmente qualcuno che suona», «Sono nati in una timeline che non è per la loro età ma ci sono entrati a gamba tesa», «Bella gioventù che suona contro la deriva musicale imperante». I ragazzi hanno infiammato il palco con un brano energico e - dicono gli addetti ai lavori - per niente semplice: “Brianstorm”, pezzo di punta del repertorio della fortunata band britannica, a cui i giovani musicisti sassaresi hanno dichiarato di ispirarsi. Non fatevi ingannare dai loro visini puliti e dalle guance rosse: quando salgono sul palco questi giovani tirano fuori una grinta e una disinvoltura degna di navigati animali da palcoscenico. «Mi è arrivato proprio un muro di suono compatto in faccia. Mi avete conquistato, se fai un pezzo così, sei un mito», ha detto Jake la Furia.
«All’inizio eravamo spaventatissimi però una volta che percorri il corridoio prima di salire sul palco e vedi tutta quella gente, ormai sei lì, non puoi tirarti indietro ed è come se l'ansia scomparisse – confessa emozionato Renato –. Quando sei sul palco non c'è niente che ti possa fare del male».
X Factor è il primo importante banco di prova per i Mad Dog che, per quanto molto giovani, sono cresciuti a pane e musica e in quest’ultimo anno si sono costruiti una gavetta niente male. «A Sassari ci siamo fatti le ossa suonando nei locali, dall’Abetone al The Hor, praticamente in tutti quelli che abbiamo avuto a disposizione – dice il frontman Renato –. D’estate abbiamo suonato anche nei paesi. Insomma, non siamo arrivati a X Factor sprovvisti di esperienza». Sassari è un po’ la loro Sheffield. «Siamo legatissimi e grati alla nostra città perché in questi giorni ci ha dimostrato un amore incredibile – spiega il musicista –, e non è la prima volta, Sassari ci ha sempre sostenuto, già da quando suonavamo nei locali». I ragazzi ora si preparano ad affrontare la prossima fase detta “Bootcamp”.
La strada che porta alla finale è ancora lunga e ignota ma l’emozione di quei lunghi applausi e della standing ovation del pubblico è ancora accesa e il pensiero non può che correre al futuro. «L'obiettivo è quello che ci ha spinto anche a iscriverci a X Factor, ossia farci conoscere da più gente possibile, promuovere la nostra musica e magari un giorno renderlo un lavoro – dice Renato –, lo studio è la priorità e teniamo i piedi per terra ma la nostra giovane età ci consente di sognare e noi sogniamo».
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