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L’emergenza

Bancali, ancora un agente aggredito. L’appello del Sappe: “Basta, serve più personale e un’organizzazione del lavoro da rivedere»

Bancali, ancora un agente aggredito. L’appello del Sappe: “Basta, serve più personale e un’organizzazione del lavoro da rivedere»

L’episodio è avvenuto intorno alle 18 di oggi 25 settembre, nella settima sezione dell’istituto, dove un agente sarebbe stato aggredito da un detenuto

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Sassari Ancora un’aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Sassari-Bancali. L’episodio è avvenuto intorno alle 18 di oggi 25 settembre, nella settima sezione dell’istituto, dove un agente sarebbe stato aggredito da un detenuto durante l’apertura di una cella per consentire l’ingresso di un altro ristretto. Secondo una prima ricostruzione, il detenuto già presente all’interno avrebbe improvvisamente spinto con violenza il poliziotto, strappandogli la polo di servizio e la collana personale. A seguito della spinta, l’agente è caduto a terra.

Un episodio che, secondo il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), riporta ancora una volta al centro la questione delle condizioni di sicurezza e di lavoro del personale dell’istituto sassarese, già interessato da altri episodi di aggressione.

«Quanto ancora deve sopportare il personale di Polizia Penitenziaria di Bancali? – chiedono Gregory Saba, Vice Segretario Provinciale SAPPE di Sassari, e Antonio Cannas, delegato nazionale SAPPE – Non possiamo continuare ad assistere ad aggressioni ai danni di colleghi che stanno semplicemente svolgendo il proprio servizio. A Sassari siamo di fronte a una situazione estremamente critica e servono interventi concreti e immediati».

Per il sindacato, il ripetersi degli episodi impone una verifica complessiva delle condizioni operative dell’istituto, ma anche una revisione dell’organizzazione del lavoro, della distribuzione del personale e delle modalità con cui vengono garantiti i servizi nelle sezioni maggiormente esposte. «Quando le aggressioni si ripetono con questa frequenza – sottolineano Saba e Cannas – non è sufficiente registrare l’ennesimo episodio. Bisogna capire cosa non sta funzionando e intervenire. La sicurezza degli agenti non può essere una variabile secondaria dell’organizzazione penitenziaria. Occorre rivedere l’organizzazione del lavoro e garantire una presenza di personale adeguata alle effettive esigenze dell’istituto».

Il Sappe guarda quindi anche all’imminente assegnazione dei nuovi agenti provenienti dal 186° corso e chiede che Sassari-Bancali riceva un contingente significativo di personale. «Abbiamo bisogno di agenti – evidenziano i due esponenti sindacali – non di interventi simbolici o di numeri sulla carta. Servono nuove assegnazioni e un incremento consistente dell’organico, in grado di garantire contemporaneamente la sicurezza dei colleghi, la gestione delle sezioni e il regolare funzionamento dell’istituto».

Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che esprime “piena vicinanza e solidarietà” al collega aggredito e torna a chiedere interventi concreti a tutela del personale. «Gli episodi di violenza nei confronti degli appartenenti alle Forze dell’Ordine sono sempre più numerosi e, come ha ricordato recentemente il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rischiano di vanificare il lavoro di chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini, spesso mettendo a rischio la propria incolumità. Ho apprezzato l’impegno assunto dalla Premier affinché il Governo continui a rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine. Ma questo impegno deve riguardare pienamente anche le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria».

«Quando, dopo comportamenti di questa gravità e dopo un’aggressione a chi rappresenta lo Stato – prosegue Capece – si torna liberi nel giro di poche ore, non è soltanto difficile da comprendere: è francamente inaccettabile, perché rischia di indebolire la credibilità dello Stato nel suo complesso. Per questo il Sappe auspica che anche il Corpo di Polizia Penitenziaria venga dotato con urgenza di adeguati strumenti per la tutela dell’incolumità fisica del personale, impegnato 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, con abnegazione, professionalità, competenza, passione e umanità».

Il Sappe annuncia quindi che porterà la situazione di Sassari-Bancali all’attenzione dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, chiedendo una verifica immediata dell’organizzazione del lavoro, della distribuzione delle risorse umane e dei dispositivi di sicurezza presenti nei reparti maggiormente esposti, oltre a un adeguato rafforzamento dell’organico con le prossime assegnazioni. Il sindacato si riserva inoltre di interessare la Prefettura di Sassari. «Questa volta non intendiamo fermarci alla semplice denuncia pubblica – concludono Saba e Cannas –. Porteremo la situazione ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e chiederemo risposte e interventi concreti. La tutela dell’incolumità dei colleghi viene prima di tutto. Bancali ha bisogno di personale, sicurezza e risposte. E le servono adesso».

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