Rifiuti, Sassari verso il porta a porta integrale: ecco cosa cambia con le nuove regole
In commissione Ambiente sì alle modifiche al regolamento, ora dovrà esprimersi il consiglio comunale
Sassari I palazzi che non hanno a disposizione spazi per ospitare i cassonetti condominiali potranno usufruire gratuitamente del suolo pubblico. È una delle principali novità contenute nel nuovo Regolamento di gestione dei rifiuti urbani, che ha ricevuto il sì della commissione Ambiente . Dopo il passaggio in giunta e l’ok dell’organismo consiliare convocato per questa mattina, martedì 29 settembre, dal presidente Walter Pani, il nuovo regolamento dovrà ora superare il vaglio dell’aula.
La revisione proposta dai tecnici del settore su cui ha delega il vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica, Salvaguardia del territorio e Decoro urbano, Pierluigi Salis, punta a mettere ordine su alcuni aspetti che sono risultati di maggior complessità in questo ultimo anno, caratterizzato dall’estensione del sistema di raccolta porta a porta a diversi quartieri.
Così, se i primi articoli riclassificano i rifiuti urbani e fissano le disposizioni di natura generale, è nel terzo titolo che si trovano le novità più significative. Se da un lato viene ratificata la scelta di riunire plastica e barattolame anche nel porta a porta così come avviene nella raccolta stradale, è nella gestione delle utenze collettive che il nuovo regolamento punta dritto verso il porta a porta integrale, vero obiettivo dell’amministrazione Mascia in vista del prossimo appalto.
«Si è cercato di risolvere alcuni problemi dettati dal porta a porta nelle utenze collettive, come i centri commerciali o i condomini con più di 10 utenze, con l’individuazione di aree private da
dedicare al ricovero delle attrezzature e con l’autorizzazione da parte del condominio all’accesso degli operatori incaricati del ritiro dei rifiuti e degli agenti della polizia locale cui compete la verifica della corretta differenziazione dei rifiuti e l’applicazione delle eventuali penali», ha spiegato questa mattina Salis alla commissione.
Non solo. «Laddove sono assenti spazi privati idonei al ricovero delle attrezzature, i condomini di grandi dimensioni potranno richiedere l’utilizzo gratuito del suolo pubblico per la realizzare dei gabbiotti dove riporre i mastelli, ovviamente secondo standard di uniformità che garantiscano omogeneità estetica, funzionale e di decoro urbano», aggiunge il vicesindaco.
Introdotta anche una misura che dilata i tempi e le modalità che portano a una sanzione. D’ora in poi la procedura prevede un preavviso di non conformità e 72 ore di tempo per risolvere il problema rilevato dagli operatori. Se invece il problema dovesse persistere, il Comune potrà esercitare il potere sostitutivo, assicurare le migliori condizioni igienico-sanitarie e applicare all’utenza i costi sostenuti.
«Costruiamo un sistema di raccolta adeguato alle esigenze rappresentate dalle cittadine e dai cittadini, ma anche da chi è titolare di utenze non domestiche, con l’obiettivo di non fare del porta a porta un dogma, ma un modello che funzioni grazie alle dovute eccezioni e ai dovuti correttivi, necessari tra quartieri così diversi tra loro dal punto di vista abitativo, urbanistico e della mobilità», commenta il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia.
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